Intervista ad Angelo Iudice, presidente di Youmanity

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Angelo Iudice vive a Londra da oltre un quarto di secolo, sperimentando sulla sua pelle i cambiamenti della capitale inglese. Trascorre il tempo libero per adempiere ad azioni filantropiche. E’ Presidente di Youmanity, una associazione impegnata dal 2008 alla promozione dell’inclusione sociale e la difesa dei diritti umani. Saranno questi i valori che motiveranno il Ministero degli Esteri, su delega del Presidente della Repubblica, a conferirgli l’insigne di Cavaliere della Stella dell’Ordine d’Italia.

Dalla Puglia al Regno Unito, perché?

Quando pensai di scappare di casa avevo 17 anni, guardai un’isola, un luogo lontano, li’ mi sarei re-inventato. Fu cosi’ che nel 1981 sbarcai a Londra con un biglietto di sola andata.

Perché sola andata?

L’Italia era stata ostile con me, erano successe tante cose.

Hai mai rimpianto questa decisione?

Assolutamente no. Londra mi ha accolto con affetto, offrendomi chance che in Italia mi sarei sognato, almeno allora. Certo, non sono state sempre rose e fiori, soprattutto agli inizi.

Qual e’ stato il tuo primo lavoro a Londra?

Ero un addetto alle pulizie del Hotel Bristol (oggi Holliday Inn, Mayfair). Fu un lavoro che svolsi con gratitudine anche perché’ non parlavo una parola d’inglese. Man mano che la mia conoscenza della lingua migliorava avanzai di carriera, fino a diventare direttore delle risorse umane. Avevo 27 anni.

E oggi di cosa ti occupi?

Oggi lavoro per un dipartimento del governo britannico.

Sei il presidente di Youmanity, considerata da molti come l’associazione italiana più culturalmente attiva a Londra – come e’ nata questa realtà?

E’ nata dal bisogno di offrire ai miei conterranei un punto di riferimento, cosa che a me non fu disponibile. Penso che la mia esperienza di giovane ragazzo, solo, in una grande città come Londra, mi abbia fatto comprendere l’importanza di fare rete, di mettere a disposizione l’esperienza di questa città’ tanto affascinante quanto frenetica. In essenza, con Youmanity ho voluto offrire quanto a me non fu disponibile.

Ma come si coniuga esattamente Youmanity in tutto questo?

Londra mi ha insegnato quanto sia importante l’inclusione sociale e la valorizzazione delle diversità culturali. La ricerca in queste dimensioni sociali insegna che la criminalità’, nonché estremismo e terrorismo, sono anche legate al cattivo inserimento sociale. Tutti i progetti concretizzati da Youmanity sono tesi all’inclusione sociale.

In base a cosa Youmanity realizza un progetto piuttosto che un altro e come vi integrate con altre entità pubbliche?

Ogni progetto, per esempio le edizioni del nostro concorso annuale di fotografia, ha sempre un tema sociale attuale. Nel 2011 abbiamo concentrato le nostre energie sul traffico umano che vide coinvolta anche Scotland Yard. Il tema di quell’anno venne scelto perché Lampedusa stava vedendo un aumento di migranti, molti dei quali perivano in viaggio. Le nostre mostre fotografiche sono allestite con la collaborazione di comuni, Westminster, Wandsworth, Islington, Camden, etc., per dare rilievo a grandi problemi sociali che coinvolgono ogni ambiente sociale e politico.

Qual è stata la tua esperienza più emozionante?

Vedere giovani associati crescere, felici, nel mondo lavorativo ed affettivo. E’ sempre una forte emozione quando ragazzi arrivati a Londra con poco raggiungono posizioni di spicco.

Cos’è importante per te ricordare ogni giorno?

Ricordo ogni giorno le persone a cui voglio bene, i mie punti di riferimento. Mi aiuta ad essere determinato anche in un contesto competitivo come quello della metropoli, spesso scarico di valori.

I progetti firmati ‘Youmanity’ sono anche patrocinati da Amnesty International, il British Council, e per la mostra fotografica Storie di Amicizia l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Quanto importanti sono le conoscenze per la realizzazione di progetti?

E’ ovvio, le conoscenze sono importanti, ma nessuno ti verra’ incontro una seconda volta se non avrai portato a termine quanto avevi promesso, a nessuno piace fumo fritto.

Progetti, sfide per il tuo futuro?

La fuga dei cervelli verso l’estero continua inesorabile mentre i nostri giovani affrontano la ricerca del lavoro. Un esodo che innesca un circolo vizioso in cui non solo si cedono competenze, ma si riduce l’opportunità per le imprese locali di avvalersi delle medesime. Youmanity ha lanciato assieme ad AGEP, BeBack – un progetto innovativo, finanziato dal Servizio Pugliesi nel Mondo, teso ad incoraggiare il rientro del talento italiano. Aziende partner italiane (in Italia) assumeranno giovani attualmente a Londra allorquando ne avranno la possibilità, investendo quindi nell’esperienza ed il Know-How dei nostri giovani.

Pensi di re-inventarti una terza volta?

Why not – watch this space 😉

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