Architetti al tempo della Brexit: è ancora possibile una carriera in UK?

Architetti al tempo della Brexit: è ancora possibile una carriera in UK?

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Alla luce del risultato referendario che ha visto vincere la Brexit, è cambiato qualcosa rispetto alla nostra prima guida su come lavorare come architetti a Londra?

Brexit o non Brexit? Questo ormai non è neanche più il problema. Ormai la risposta è nota: ciò che non ci è dato sapere invece sono il quando ma soprattutto il come avverà questo cambiamento.

Per ora nulla tecnicamente è ancora cambiato. Si può dire che tutto resterà inalterato sino all’invocazione dell’art. 50 ma in pratica molto è già diverso, almeno in termini di prospettive!

All’alba del referendum molti studi di architettura hanno ridotto il personale o come riportato da Luis Vidal “diversi studi inglesi hanno immediatamente smesso di assumere architetti Europei subito dopo il voto”. L’esperienza lavorativa in UK che è sempre stata rilevante, ora è diventata indispensabile insieme con un’ottima conoscenza della lingua inglese. Nello stallo di questi mesi in cui poche indicazioni precise sul futuro dei cittadini EU sono divenute chiare, la primissima reazione di molti datori di lavoro è stata assicurarsi di assumere personale che non sarà oggetto di trattative. Inglesi e cittadini EU con sufficiente precedente esperienza in UK oscurano totalmente chi è appena arrivato o quasi.

Questo si deve soprattutto al risveglio post referendum del mondo delle costruzioni. Prima in espansione totale e poi improvvisamente ai livelli della crisi mondiale del 2009. Nelle primissime settimane molti progetti sono stati temporaneamente sospesi, rimandati o annullati e ovviamente questa frenata improvvisa non è passata inosservata. Ora la situazione si è normalizzata, ma ciò non toglie che le previsioni di crescita per il 2017 e 2018 siano state nettamente ridimensionate rispetto alle prospettive di inizio anno.

Sostanzialmente il mondo del lavoro non è più effervescente come prima, ma rimane comunque vivace ed attivo. Il problema vero è la difficoltà ad accedervi per chi è qui da poco o sta arrivando ora.

La buona notizia è che con la sterlina così debole, il tesoretto da mettere da parte per partire dall’Italia e sopravvivere i primi mesi in UK è diminuito di quasi un 20%. Cool! A meno che non stiate pensando di muovervi verso Londra… dove il costo della vita non si è adattato ed è sempre carissimo rispetto agli stipendi medi dei Londoners.

Ma quindi, cosa si potrebbe fare per consolidare la propria posizione prima di un’inevitabile chiusura?

A. Per prima cosa mi sento di suggerire a chi ha i requisiti, di richiedere la Residenza Permanente. Serve essere residente ed avere un lavoro da almeno 5 anni. Per chi invece come la sottoscritta è ancora nel limbo, consiglio di verificare se e quali sono i requisiti che devono essere superati. Ma questo che cosa cambia? I residenti permanenti non sono sottoposti a nessun tipo di Visa o Permesso di Soggiorno in quanto intitolati a vivere e lavorare in UK a tempo indeterminato. Nell’ oscuro biennio delle trattative, il diritto alla residenza per i cittadini EU potrebbe anche rimanere invariato, ma considerato che l’obiettivo primario dei Brexiters è proprio ottenere un maggiore controllo sull’immigrazione, non ci sarebbe da stupirsi se l’irrigidimento dei regolamenti sull’immigrazione fosse uno dei primissimi atti del Governo May.

B. Oggi un Architetto italiano per iscriversi all’ARB necessita solo di una dichiarazione del MIUR che conferma la sua effettiva iscrizione all’Albo. Ricordo invece che la Laurea Triennale e la Laurea Magistrale sono equivalenti al RIBA Part 1 e RIBA Part 2 nel percorso di abilitazione inglese. Basta sempre una dichiarazione del MIUR per poter accedere all’esame finale di qualificazione. Questo è possibile perché i titoli di studio italiani sono oggi riconosciuti in UK grazie alla Direttiva Comunitaria 2005/36/CE. In futuro la situazione potrebbe certo rimanere invariata ma potrebbe anche considerevolmente cambiare. Contando che burocraticamente i tempi previsti possono variare dai 6 mesi ai 3 anni circa, meglio non farsi sorprendere all’ultimo!

C. Ultimo, ma non meno importante è cercare di aumentare le proprie competenze. Il sistema di lavoro inglese è molto strutturato dal punto di vista degli avanzamenti di carriera: un master, un corso di formazione a breve termine, un piano di crescita professionale in azienda può permetterti di diventare un lavoratore ad alto profilo ed aumentare la tua richiesta nel mercato del lavoro. Inoltre, dalle prime dichiarazioni post Brexit pare che i lavoratori ad alto profilo saranno in qualche modo esentati dalle norme sull’immigrazione.

Insomma tanti sono ancora i lati oscuri e le incertezze visto che non esistono precedenti esperienze, ma se ne volete sapere di più su come fare i primi passi

Il consiglio per tutti è quindi quello di irrobustire le fondamenta, perché come ci ricorda Seneca “Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente”.

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