Car sharing a Londra: arriva DriveNow!

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C’è un motivo per cui a Londra centro giro solo in bici. Anzi, in realtà ce ne sono tre: uno ecologico, uno finanziario e uno salutistico. Non credo ci sia bisogno di approfondire.

C’è anche un motivo per cui a Londra non comprerei mai un’auto: non posso permettermelo.

Non posso permettermi un garage o un posto auto. Non posso permettermi il costo della benzina. Non posso permettermi le spese di tasse e manutenzione. Ma, molto più semplicemente, non posso permettermi l’acquisto.

Ma, sopra ogni altra cosa, non posso permettermi di perdere la mia sanità mentale in quell’antigirone dell’Inferno che è il traffico di Londra centro.

Ora, io vengo da una città dove il culto del motore si sviluppa con il primo vagito e dove il traffico si è creato per partenogenesi nel momento stesso in cui è stata inventata l’automobile. Ciò dovrebbe rendermi immune allo stress da ingorgo. Non lo sono mai stato quando guidavo la Panda dei miei genitori, men che meno lo sarei in una città come Londra.

Oggi leggo qui che uno studio di Frost & Sullivan, commissionato da ZipCar UK, dice che Londra potrebbe diventare il più grande mercato del car sharing al mondo. L’articolo è pieno di cifre e percentuali, non ve le sto a sciorinare tutte (per questo vi ho messo il link). La più significativa dice che negli ultimi dieci anni si è registrato un aumento di 140mila iscritti al servizio di noleggio auto in condivisione, e questo trend porta a stimare che entro il 2020 vi saranno 120mila auto in meno per le strade della capitale inglese.

Stima troppo ottimistica? Sembrerebbe proprio di sì, stando a quello che si legge in quest’altro articolo: il colosso del Car Sharing Car2Go, attivo in 31 città del mondo, proprio a Londra ha mollato la presa. La colpa viene data al forte attaccamento all’auto di proprietà. Quindi i londinesi non sono molto dissimili dai miei compaesani. Basta vedere il numero di macchinoni rumorosi che girano da queste parti: io, personalmente, non ho mai visto così tante Ferrari in vita mia.

C’è chi dice invece che la colpa sarebbe dell’efficienza dei mezzi di trasporto. Io la prenderei come una motivazione valida: la metro, con tutti i suoi difetti, porta la gente fino ai confini estremi della contea e anche oltre, e i bus raramente si fanno aspettare. Ma allora come si spiega che per le strade del centro ci sono sempre così tante auto?

E le strade di Londra non sono neanche piccole: anzi, proprio le vie in teoria più scorrevoli sono le più trafficate (un esempio su tutti, Piccadilly). La congestion charge non sembra dare i suoi frutti.

Ecco perché, nonostante il fallimento di Car2Go, qualcun altro ci riprova. I due capisaldi del motore di Monaco, la BMW e la compagnia di autonoleggio Sixt, si sono unite in una joint venture per fondare il servizio DriveNow. I furboni però hanno pensato bene di partire prima dai borough a nord, Islington, Haringey e Hackney, prima di spingersi verso il centro.

La compagnia, di recente formazione, è già attiva in sei località, principalmente tedesche. Vincerà la sua sfida con Londra cambiando il modo di pensare di questi maniaci delle quattro ruote? Io mi auguro di sì, anche per il benessere dei miei polmoni. Ma, essendo un cinico bastardo, ci credo molto poco che ci riusciranno: per cui vado a dare una gonfiatina alle ruote della mia mountain bike.

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