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Il problema della case a Londra? La risposta potrebbe essere nei prefabbricati

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Ci siamo già passati tante volte: il problema delle case a Londra. Un discorso, inquadrato nel singolo termine housing, che in questa città è vecchio quasi quanto la regina. Le case non ci sono. O meglio, non ci sono le persone che se le possono permettere.

Sì, perché dire che in una città dove continuano a spuntare sempre nuovi grattacieli non ci sia modo di fornire un tetto ai suoi abitanti è ridicolo.

Per non parlare del fatto che la gentrificazione continua rende sempre più costose zone di Londra che una volta proponevano prezzi più umani. Ma allora, come fa il comune mortale a comprarsi una casa in questa città al giorno d’oggi? O meglio, come farà in futuro?

La soluzione potrebbe essere nei prefabbricati: moduli di case costruiti ed assemblati in serie, proprio come le auto. Un’idea verso cui stanno spingendo diverse imprese immobiliari. Una su tutte, il gigante assicurativo Legal & General, che ha creato la sua propria industria di prefabbricati L&G Homes.

L’obiettivo è quello di rivalutare la pessima fama che hanno questi “immobili”: nati a cavallo degli anni ’50 e ’60, erano prodotti con materiali economici che non rendevano a lungo termine. L’abitato era presto soggetto a muffa e deterioramento. D’altronde, i prefabbricati erano pensati per essere soluzioni abitative temporanee.

Ma con le nuove tecnologie e gli avanzamenti nel campo edilizio si punta oggi a strutture più durevoli, che nulla hanno da invidiare a una casa normale. Se non, naturalmente, quel tocco di personalità. Essendo prodotti in serie, infatti, i prefabbricati sono tutti identici, e rispondono ad esigenze di rigore e praticità. Insomma, parliamo di blocchi squadrati assemblati tra di loro come mattoncini Lego. Senza quei bei colori brillanti, però.

Ma, e questa sarebbe la novità, la casa produttrice può apportare modifiche volute dal compratore, proprio come si farebbe come un auto. E quindi, se il modello base viene prodotto già fornito di cucina, moquette e bagno, vi si possono aggiungere mobili, aumentare lo spazio della credenza, rialzare il bordo del letto, e così via.

Tutto, però, sempre rispettando i limiti. Uno dei presupposti di base è che questi prefabbricati debbano rispondere a una domanda molto elevata, e quindi avere dimensioni ridotte. Si parla di 26 mq per un one-bedroom flat pensato per una sola persona, agli 82 mq di un double-bedroom. Uno degli ostacoli di maggior rilievo è il fatto di dover conciliare queste dimensioni striminzite con quelli che sono gli standard legali per le metrature degli appartamenti. In una città come Londra, in testa nella classifica delle case più piccole d’Europa.

E i prezzi? Si parla di un £70.000 per un one-bedroom. Cifre sicuramente più accessibili alla maggioranza delle persone. Ma diciamoci la verità: voi vivreste in una casa identica a centinaia di migliaia di altre?

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