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10 cose che impari solo dopo esserti trasferito a Londra

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AEMORGAN

Trasferirsi all’estero non è mai facile; richiede premeditazione, capacità di adattarsi, e soprattutto resilienza alla lontananza dagli affetti, dagli amici e dalle tante bellezze che l’Italia ha da offrire. E fin qui siamo tutti d’accordo; ma c’è pure una serie di cosette a cui non si è preparati e che nessuno ci aveva detto prima. Ecco le 10 cose che si imparano sulla propria pelle solo una volta superata la Manica.

  1. Costo dell’affitto: Rassegnatevi. Oltre la metà del vostro stipendio se ne andrà per pagare il mini in cui vivete, lontani dal centro. Il resto invece prenderà il volo per le bollette e le uscite con colleghi e amici, courtesy of i prezzi esagerati dell’alcol in UK.
  2. Risparmi: Per le ragioni di cui sopra, dimenticate ovviamente di mettere soldi da parte, e per molti anni a venire. Seriamente, ci vuole ben altro che un lavoro dignitoso e rispettato per tirare a campare nella capitale inglese, a meno che non abbiate in mente di perseguire uno stile di vita monastico, senza Internet, la birra del venerdì sera e una gita fuori porta di tanto in tanto.
  3. Mezzi Pubblici: Al netto della sfortuna e dei lavori di ampliamento, Tram, autobus e treni funzionano anche abbastanza bene. Costano cari, ma vi permetteranno di spostarvi con relativa agilità da una parte all’altra della città, e anche oltre. Il problema è che troverete sempre un convoglio in ritardo, un semaforo rosso o un cantiere proprio dove non ci voleva; tant’è che in qualche occasione farete prima a piedi che con la metro. Dunque siate preparati, e fatevi forza, perché arrivare in orario con questi presupposti richiede parecchia pazienza e gioco d’anticipo.
  4. Auto: La buona notizia (o cattiva, a seconda) è che la patente che vi siete portati dietro da casa  non vi servirà a un Tube (si capisce il gioco di parole?).
  5. Palestra: A che serve iscriversi in palestra quando, in metro, la sauna è gratuita e compresa nel biglietto?
  6. Cibo: Sarà perché la tradizione gastronomica inglese è un po’ la sorellastra delle cucine d’Europa, o forse dipenderà dal magnifico multiculturalismo della City, fatto sta che a Londra incontrerete i cibi più esotici e bizzarri in cui vi siate mai imbattuti. Ristoranti con menu fatti solo di dolci, o basati esclusivamente sull’avocado sono pronti ad attendervi, se il tradizionale veggie burger o il gluten-free vi sembrano troppo banali.
  7. Brunch: Li chiamano “pranzi di lavoro” perché “un’altra occasione per mandare giù un cocktail” era più brutto.
  8. Inesperienza: Evitate di fare la figura del solito turista disinformato e non tentate di premere i pulsanti sulle porte delle metro. Non servono a nulla, perché si aprono da sole. Oramai la gente neppure ci ride quasi più sopra.
  9. Shopping: Tutti i turisti visitano almeno una volta Oxford Street per fare shopping. Ma come presto apprenderete, quella è probabilmente la via peggiore dove spendere il vostro stipendio. Al massimo, vale una passeggiata sotto Natale per le spettacolari luminarie.
  10. Caffé: Gran parte degli italiani a Londra come prima cosa va da Starbucks o da Pret. In realtà c’è una cultura del caffè molto ma molto più sofisticata.
  11. Londra: Si lo sappiamo, i punti in teoria erano dieci, ma uno lo aggiungiamo in omaggio. Dopotutto, Londra è Londra, e se lo merita, no?

 

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