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ALLOGGI

Il monolocale in affitto a Londra definito “violazione dei diritti umani”: le immagini!

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AEMORGAN

Ormai affermare che la situazione degli alloggi a Londra sia fuori controllo è un po’ come lamentarsi delle giornate di pioggia nel Regno Unito: una banalità, senz’altro, ma anche una verità impossibile da mettere in discussione. Se spesso abbiamo parlato di affitti folli nella capitale, con mappe e aggiornamenti su possibili occasioni, l’annuncio di cui si sta discutendo in questi giorni rappresenta un vero unicum.

Su Zoopla è comparsa, infatti, la proposta di affitto di un monolocale minuscolo descritto pomposamente come uno “studio flat”: 754 sterline al mese (spese escluse, ovviamente) per una manciata di metri quadrati calpestabili in quel di Camden, non troppo lontano dalla stazione di Mornington Crescent.

Se state pensando che si tratti di un’offerta non così offensiva dovreste dare un’occhiata alle fotografie dell’appartamento, se così si può chiamare.

Un unico spazio in cui la doccia è praticamente attaccata al divano (ottimo per lavarsi subito dopo aver cenato), il letto a soppalco è posto direttamente sotto la lavatrice e il modesto cucinino, mentre il gabinetto è separato unicamente da un muretto alto poco più di un metro. Non abbiamo citato il piccolo armadio presente nella zona “living”, per non farsi mancare ogni piccolo comfort.

C’è chi leggendo la notizia ha commentato lodando l’abilità dell’architetto che ha disegnato questo piccolo incubo degno di M.C. Escher , altri ancora hanno parlato di “violazione dei diritti umani”, qualcuno ha paragonato il monolocale a una prigione mentre qualche beninformato ha smentito, suggerendo che le celle sono molto più confortevoli.

Agli italiani questo scenario ricorda da vicino uno dei cult della commedia italiana degli anni ’80, Il ragazzo di campagna con un indimenticabile Renato Pozzetto a cui veniva proposto un monolocale strettissimo in cui ogni pezzo di mobilio era incassato nelle pareti, comparendo e scomparendo all’occorrenza.

Volendo provare a dare un senso all’annuncio si può concludere che è molto difficile pensare che la risposta al sovraffollamento delle città possa essere vivere in ristrettezze spaziali così marcate, sopratutto quando le esalazioni del bagno si mischiano a quelle della cena appena preparata…

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