CONSIGLI-UTILI/TRUFFE

Cerchi lavoro a Londra? Ecco la truffa che bisogna evitare!

|


Anche con la Brexit imminente, non si ferma il flusso di italiani che viene a Londra in cerca di un lavoro, anche solo per un’esperienza di breve periodo. Ma molti puntano a Londra per la propria crescita professionale, anche partendo da zero, e si trovano ad avere a che fare con un mondo nuovo, totalmente diverso da quello a cui erano abituati. Un mondo pieno di opportunità, certo, ma anche pieno di trappole.

E in una di queste trappole, stavo per cascarci anch’io. Voglio raccontarvi la mia speranza di quando quella volta che, in cerca di lavoro a Londra, provarono a tuffarmi. Sperando che possa tornarvi utile.

C’è da premettere una cosa, però. A Londra io non ci sono arrivato certo di primo pelo. Molti vengono in questa città da giovanissimi, alcuni sono anche alle loro prime esperienze lavorative. Io invece prima di approdare qui avevo già esperienze in Italia e in altri Paesi. E questo lo dico per vantarmi? Assolutamente no. Per sottolineare invece, che queste cose possono succedere anche con tanta esperienza alle spalle. Ma andiamo con ordine.

Come per molti, la mia fonte di ricerca primaria era internet. Passavo le giornate intere a rispondere annunci di lavoro, personalizzare curricula, spedire mail e riempire quegli odiosi form che si trovano nella maggior parte dei siti. E come spesso accade, la percentuale di risposte era irrisoria, se non quasi pari a zero. Sicuramente facevo anche qualcosa di sbagliato, ma non è questo il punto.

Una situazione del genere nella ricerca di lavoro è piuttosto comune, ma anche decisamente frustrante. Soprattutto se si è una città nuova e si cerca di muovere i primi passi. Soprattutto in una città non proprio facile come Londra. Ecco perché così tanto lavoro e pochi risultati possono portare anche a commettere errori di valutazione. Nella speranza che qualcosa migliori.

Succede quindi che ricevo una mail molto dettagliata in cui quest’azienda si dice interessata al mio curriculum, e che vorrebbero conoscermi meglio. Ma prima avevano bisogno di sapere qualcosa in più su di me. Ecco perché mi chiedevano di rispondere a una serie di domande. La mail era infatti un lungo form da rispedire loro compilato. Niente di nuovo sotto il sole.

Il form però era stranamente lungo da compilare. E, tra domande plausibili come che tipo di salario mi aspettassi, quali erano i miei obiettivi e come vedevo la mia crescita professionale; ce n’erano altre che sembravano poco attinenti. Tra queste, mi chiedevano nome e cognome dei miei genitori. Una domanda che mi ha lasciato perplesso e alla quale ho volutamente omesso di rispondere.

Nonostante la perplessità, non ho subodorato niente di strano e ho continuato a compilare il form fino alla fine. E avrei potuto evitare di buttare mezz’ora della mia vita: perché si trattava di una truffa bella e buona! Mi sarebbe bastato dare un occhio al dominio dell’indirizzo email per capire che quella fantomatica offerta non veniva da nessuna compagnia reperibile online.

Da oltre vent’anni che posseggo un indirizzo email ho imparato a riconoscere tutte le email di scam e phishing, semplicemente osservando piccoli dettagli che ormai sono noti a tutti. Ciò nonostante, qui il dettaglio più rilevante mi era sfuggito di brutto. Nonostante l’esperienza di cui vi parlavo all’inizio. Perché la disperazione di trovare un lavoro era così tanta da avermi fatto abbassare la guardia.

Ho quindi inviato la mia email. E nel giro di meno di un giorno, ricevo risposta: “congratulazioni, hai superato la selezione: il lavoro è tuo!”. Ora, basterebbe questo anche all’occhio meno attento a capire che c’è qualcosa che non va: chi mai ti offrirebbe un lavoro via email senza nemmeno averti visto in volto? Ma, per aggiungere certezza alla certezza, ecco il colpo di grazia: “ora ci servono solo £100 per finalizzare le pratiche per il visto”.

Certo, io cittadino europeo con libertà di movimento e lavoro nell’eurozona devo pagarvi soprattutto dopo aver specificato nella email precedente che non ho bisogno di un visto. Ma, di nuovo, l’ovvio non è mai ovvio: se io, disperato per un lavoro e nonostante le perplessità, ho comunque compilato il modulo in tutta la mail e deciso di premere invia; chi mi dice che qualcuno ancora più disperato e meno consapevole non possa arrecare a se stesso danni ancor peggiori?

È la tattica dei truffatori: gettano una rete enorme, nel mucchio qualche pesce dovrà caderci dentro.

Potevo cestinare la mail e finirla lì, ma non l’ho fatto. Perché queste truffe vanno segnalate. E il mio passo successivo è stato infatti denunciare il tentativo di phishing alla polizia. Precisamente tramite un sito dedicato: Action Fraud, il sito contro le truffe e il cyber-crimine.

Dopo aver segnalato nel dettaglio cos’era successo, nel giro di una giornata ho ricevuto risposta dagli amministratori del sito che mi confermavano che ero stato vittima di un tentativo di furto di identità. Mi hanno dato tutte le istruzioni per proteggere i miei dati e verificare che non ci fossero strani movimenti sul mio conto bancario.

Fortunatamente nella mail non avevo segnalato dati sensibili, e soprattutto non il numero della carta: me ne guardo bene dal farlo. Ma, di nuovo, quante persone stanche, frustrate o poco avvezze potrebbero cadere in tale tranello?

Morale della storia: nella vostra ricerca di lavoro a Londra avrete mille opportunità. Ma ci saranno anche quelli che cercheranno di approfittarne. Tenete sempre gli occhi aperti, e se doveste commettere un passo falso, cercate supporto verso gli enti governativi preposti come il sito di Action Fraud. E buona avventura.

Il tuo voto: 5
Voti totali: 1