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CORONAVIRUS

In fase di test l’app dell’NHS Test and Trace, l’ultima arma del governo contro il Coronavirus

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AEMORGAN

Parte integrante del più vasto programma del governo britannico per arrestare il propagarsi del Coronavirus Covid-19 (il totale di casi positivi nel Paese ha superato le 300mila unità, mentre le morti legate al virus sono più di 40mila), il sistema sanitario nazionale ha lanciato l’app NHS Test and Trace.

Un programma simile a Immuni sulla quale si è molto discusso in Italia, ma con varie funzionalità supplementari: in mancanza di un vaccino ufficiale, l’efficacia è come sempre legata a doppio filo al numero di persone che la installeranno e al modo in cui i dati raccolti saranno gestiti fattivamente dalle autorità sanitarie.

Per quanto l’emergenza sembri essere passata, la pandemia non è ancora finita e la app è un elemento fondamentale delle operazione di Test and Trace dell’NHS. Al momento il programma per smartphone è ancora in una fase di collaudo, ad appannaggio di volontari dell’NHS sparsi per tutta l’Inghilterra, i residenti dell’Isola di Wight e, più tardi, di Newham.

NHS Test and Trace: come funziona l’app per mantenere sotto controllo il Coronavirus

Vediamo dunque come funzione l’applicazione. Lo scopo fondamentale è quello di avvisare gli utenti nel momento in cui sono entrati in contatto con persone in seguito risultate affette da Covid-19. Questa prossimità è basata su un algoritmo, ottimizzato da esperti e basato su quanto sviluppato da Google e Apple, ma in genere si intende una distanza di meno di 2 metri per 15 minuti o più

In questo caso l’NHS manderà un messaggio agli utenti che sono entrati in contatto con la persona contagiata, che però rimarrà sempre anonima (come anonimi sono del resto tutti gli utenti, identificati solo in base a codici crittografati). Questo invio avverrà entro alcune ore dalla positività del test e conterrà alcune istruzioni su cosa fare.

Ovviamente, ma si spera sempre non sia questo il caso, potreste essere voi le persone positive al tampone. Tutto ciò “grazie” alla funzionalità inclusa nella app che permette di inserire i propri sintomi, nel caso in cui si avvertano disturbi. L’app porrà delle domande specifiche per capire se potrebbe trattarsi del virus. In quel caso verrà messo a disposizione un link a un sito in cui sarà possibile prenotare un test, che potrà essere effettuato nella struttura più vicina o, se impossibilitati, anche a casa con visita a domicilio.

Il risultato verrà fornito tramite app entro un paio di giorni e si potrà scegliere se condividere questi dati in maniera anonima, in modo da dare avvio al report effettuato dal Public Health England, che potrebbe contattare direttamente l’utente e chiedergli per l’appunto di compilare un modulo in cui riportare tutte le persone conosciute con le quali è entrato in contatto di recente.

Un’altra funzionalità molto utile è rappresentata dall’alert relativo al grado di rischio della propria zona, identificata dal codice postale (di cui si fornirà la prima metà in fase di registrazione). Tre i livelli: alto, medio e basso, in base al numero di contagi riscontrati nell’area e alle relative misure cautelative prese dalle autorità, come lockdown locali o un incremento di test nei luoghi più a rischio.

Ancora in fase embrionale la possibilità di effettuare il check-in in alcune tipologie di strutture visitate (per esempio negozi, ristoranti, centri religiosi o sportivi), che riporteranno del codici QR all’ingresso, leggibili del lettore integrato nell’app. La raccolta di questi dati, che ricordiamo essere anonimi, aiuterà a velocizzare le operazioni di tracciamento. Per il momento però solo nell’area dell’Isola di Wight e di Newham sono stati affissi i suddetti codici, in attesa di un ampliamento massiccio successivo alla fase di test dell’applicazione.

Ultima ma non meno interessante e fondamentale caratteristica dell’NHS Test and Trace è la presenza di un conto alla rovescia che calcola e mostra la durata dell’isolamento che potrebbe essere caldamente consigliato all’utente. Una volta terminato il periodo di quarantena lo smartphone riceverà una notifica contenente anche istruzioni sui passi da compiere.

Insomma, un programma quantomeno promettente sulla carta, come tutte le opere dell’uomo suscettibile di migliorie e di critiche. Le più pregnanti sembrano essere quelle relative alla volontarietà dell’installazione e l’esclusione almeno ideale di tutta una categoria demografica rappresentata dagli anziani meno avvezzi all’uso della tecnologia. Non parrebbero fondate, invece, le supposizioni in merito a rischi di violazione della privacy, stando a quanto confermato da vari esperti informatici.

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