Intervista a Giuseppe Rodio: Italiano londinese doc!

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Gente che va e gente che viene…nella capitale britannica! Quelli che sono rimasti però, lo hanno fatto perché hanno trovato il proprio posto nel mondo.

In realtà sono molti degli italiani che trasferitisi a Londra hanno avuto il meritato successo: premiati per il loro coraggio, la tenacia e l’intraprendenza, si sono messi in luce per qualche talento speciale che li ha contraddistinti!

Inauguriamo questa sezione del sito con l’intervista a uno dei fondatori di Londra Da Vivere: Giuseppe Rodio, che attraverso questa chiacchierata ci racconta il come, il quando ed il perché dei suoi passi nella city.

Per lui 9 domande!

1. Quando ti sei trasferito a Londra e, soprattutto, perché?

Anzitutto ciao…un saluto a tutto il team editoriale di londradavivere.com, ed a tutti gli Italiani di Londra e sparsi per il mondo che avranno la possibilità di leggerci :-).

La mia storia Londinese ‎inizia nel settembre 2005, quando mi trasferii in citta’ da Milano, per completare i miei studi universitari. L’idea era quella di completare il master, trovare lavoro (in banca o qualche altra istituzione, nel ramo finanza) e dopo qualche anno di esperienza lavorativa all’estero rientrare in Italia.

2. Di cosa ti occupi adesso a Londra?

Ecco…Diciamo che il suddetto piano non si e’ proprio sviluppato secondo la linea progettata. Dopo due anni e due esperienze lavorative (in due diverse istituzioni finanziarie), capii di non voler dedicare la mia vita al lavoro in banca. Avvertivo un forte desiderio di cercare strade piu’ aderenti alle mie aspettative di crescita, di impegnarmi in ambiti diversi e con finalita’ tali da farmi percepire in maniera piu’ concreta le conseguenze positive, utili e costruttive del mio lavoro.

Non ultimo, desideravo occuparmi di attivita’ che mi lasciassero piu’ tempo da dedicare a valori importanti quali la famiglia, gli amici ed i miei interessi personali…Il mio obiettivo di fondo era quindi di poter gestire me stesso ed il mio tempo con maggiore liberta’, in un contesto sociale piu’ fertile e dinamico (ambito nel quale Londra ha davvero moltissimo da offrire).

Ovviamente, quando tra notti insonni e ripensamenti sempre in agguato, con una punta di dispiacere (avendo i miei investito molto sulla mia persona e sulla mia formazione accademica) decisi di lasciare il mio lavoro d’ufficio, non avevo ancora un idea precisa d‎i quali sarebbero state le auspicate ‘strade migliori‘ di cui sognavo. Ho quindi semplicemente fatto quello che nella famosa fiaba di Lewis Caroll il Gatto suggerisce alla piccola Alice…ho continuato a camminare.

Camminando, guardandomi intorno, studiando, riflettendo e, soprattutto, lavorando…ho negli ultimi sei anni fondato, assieme a diversi business partners: un ‘sustainable’ Fashion Brand (SANGHAMITRA), una società di Promozione/ Comunicazione, Business Brokerage ed Organizzazione di Eventi (Sanghamitra Promotions), due compagnie operanti in ambito Musicale (BYHEART Music e Sanghamitra Music), un’agenzia di marketing (NUCLEA) ed il progetto ‘Londra da vivere‘.Mi dedico quindi a queste imprese, ricoprendo soprattutto un ruolo di amministrazione, marketing, business development‎ e comunicazione.

3. Quali sono le ragioni che, secondo te, ti hanno consentito di realizzarti nella capitale inglese?

Sinceramente non mi sento realizzato!! Quasi tutti i progetti a cui sto lavorando sono ancora nelle loro fasi iniziali, ed abbiamo ancora moltissimo su cui lavorare…moltissimo da costruire (per la serie, meno male che al bar sotto casa mi offrono i caffe’ :-s).

Per cercare di rispondere comunque alla domanda, posso dire che Londra mi ha certamente dato la possibilità di incontrare tutte le persone incredibili con cui ho lavorato e sto lavorando ad oggi…senza le quali non avrei di sicuro intrapreso tutti i progetti sopra elencati. L’ambiente d’affari Londinese mi ha, inoltre, permesso di imparare sul campo preziose lezioni in ambito imprenditoriale, aprendo letteralmente la mia visione ad un contesto internazionale e ad un ventaglio di possibilità molto più ampi rispetto a quelli nei quali sono cresciuto in Italia.

4. Cosa ti ha dato questa città che non avresti trovato in Italia?

Credo la cosa piu’ importante, che e’ poi probabilmente la caratteristica piu’ interessante di Londra, sia stata la possibilita’ di imparare…conoscere gente proveniente davvero da tutte le parti del mondo, ed imparare da loro e con loro nozioni, caratteri sociali, culturali e (in una parola) ‘umani’ che di sicuro non avrei potuto assimilare in modo altrettanto diretto e rapido rimanendo ancorato al mio Paese.

Londra e’ in pratica il mondo in una citta’…ed offre un contesto socio-culturale davvero unico, improntato costantemente ad un sano pragmatismo che semplifica i percorsi e le scelte di vita. Credo che questo tratto di autentica internazionalita’ non sia presente non solo in Italia, ma in nessun altro contesto al mondo. Da questo punto di vista Londra e’ davvero insostituibile!

Se vi piace la varieta’ di cose, ambienti e persone‎ e se siete interessati a conoscere nuove culture, in un ambiente stimolante, divertente e sempre in movimento…Londra e’ la città che fa per voi!

5. Che Londra hai trovato quando ti sei trasferito qui?

Quando mi trasferii a Londra nel 2005, la situazione di contesto era molto diversa, se paragonata a quella odierna. Come detto in precedenza, rispetto a molti altri Italiani ebbi la fortuna, grazie ai miei genitori, di potermi trasferire qui per completare i miei studi universitari, con tutti gli elementi di ausilio associati alla vita da studente. Ma, come tutti, compresi presto la realta’ di dover affrontare un ambiente completamente nuovo, in cui per la prima volta nella mia vita mi sentivo davvero ‘straniero’.

Nonostante cio’ in quegli anni le difficolta’ comunicative, culturali ed abitudinali erano per lo piu’ limitate alla propria sfera personale e quindi superabili piu’ o meno facilmente grazie alle proprie capacita’ di comprensione ed adattabilità…

6. Poi cosa è successo?

Poi venne il 2008/ 09. La crisi economica che ha seguito i vari disastri finanziari (ironicamente, badate bene, originati nello stesso mondo anglosassone allargato agli USA, a cui molti di noi si riferiscono come esempio di benessere e progresso…) ha pesato in modo particolare sull’ahime’ ‘debole’ stuttura politico/ economica Italiana, bloccando letteralmente il paese in molti ambiti e causando un vero e proprio esodo di Italiani all’estero, giustamente in cerca di contesti ‘migliori’ in cui trovare possibilità di impiego.

Molti di noi (soprattutto tra i piu’ giovani) hanno scelto e continuano a scegliere Londra come via di fuga, nuovo contesto di vita o semplicemente nuova esperienza ed avventura…trend confermato anche dalla crescita esponenziale del nostro gruppo di Facebook (Italians in London n.d.r.) sia come numero di partecipanti che come quantità di temi ed argomenti discussi (nonchè di azzuffi vari in bacheca…)

7. E da qui nasce “Londra da vivere”, giusto?

Esatto. Abbiamo intuito l’opportunità sia di fare qualcosa di concretamente buono sul piano sociale (ed ovviamente su quello imprenditoriale/ economico) sia di offrire alla nostra comunità una piattaforma ben organizzata, realmente utile e soprattutto gratuita, che serva da supporto informativo serio a tutti noi!

Una piattaforma creata dalla nostra comunità, tramite il contributo del nostro team editoriale, dei tanti scrittori che hanno espresso il desiderio di partecipare e, soprattutto, dal nostro pubblico di utenti che finalmente potrà proporre le proprie idee, consigli e domande in maniera diretta ed ordinata a tutta la comunità Italiana di Londra, grazie alla struttura di blog categorizzato del sito di Londra da Vivere.

8. Che consigli ti senti di dare a chi decide di trasferirti a Londra per realizzarsi professionalmente?

La riflessione che vorrei dedicare a tutti gli Italiani a Londra, e soprattutto a coloro che in questi ultimi anni hanno deciso e continuano a decidere di trasferirsi in città alla ricerca di nuove opportunità e’ la seguente:

”Fate che questo sia per voi un nuovo inizio, l’inizio di una nuova esperienza di vita e non un naufragante punto di arrivo. Continuate ad imparare, a lavorare, a migliorare ed a far bene in una città che ha davvero tantissimo da offrire!

FATEVI RICONOSCERE come Italiani, non per le nostre mancanze o per gli stupidi luoghi comuni che spesso ci vengono appioppati per ignoranza, non curatevene. Andate avanti e fatevi riconoscere per la vostra bravura, per la vostra creatività, per il vostro lavoro e la vostra cultura…e per i risultati che raggiungerete grazie a tutte le vostre qualità!!

Non rinunciate mai alle vostre radici: da una parte non fate che sia l’orgoglio a guidarvi e siate sempre aperti ad imparare da tutte le nuove culture con cui vi confronterete…rispettatele come fossero la vostra; ma dall’altra non scivolate nel conformismo vuoto e fatuo di chi sparla dell’Italia e degli Italiani in maniera tristemente generalista. Ricordate che l’Italia e’, e’ stato e sara’ sempre il nostro paese e la nostra bellissima terra!

Ne abbiamo fatti di casini e le generazioni passate ci hanno lasciato una bella matassa da sbrogliare…ma non dimenticatevi che e’ comunque la NOSTRA matassa! Non lasciate che altri si approfittino del nostro paese e del nostro patrimonio culturale, sociale ed economico. Godetevi Londra, divertitevi, imparate e vivete questa bellissima capitale Europea: imparate da coloro che nel bene e nel male hanno guidato il mondo durante gli ultimi 3 secoli…ma se potete, quando sara’ per voi il momento giusto, tornate in Italia…ed applicate in Italia quello che avete imparato qui, meglio di come viene applicato da coloro da cui avete imparato!”

9. Domanda a “bruciapelo”: torneresti in Italia oggi?

‎Come appena detto…quando sara’ il momento giusto :-). Dopo più di 9 anni sento di avere ancora molto da imparare e realizzare in questa bellissima città, di sicuro sintomo da una parte dei miei limiti, ma anche e (spero) soprattutto della grandezza di Londra, della varietà di quello che la città ha da offrire e dall’immensa quantità di cose ed attività da scoprire, intraprendere ed imparare!!

In futuro, soprattutto se si pensera’ ad avere bambini (in Italia da piccoli si cresce meglio) sicuramente si…..ma non ancora

Un forte abbraccio a tutti

 

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