INTERVISTE

La Londra di…Mariachiara Terragin: indipendenza, musica e coraggio alla conquista della vita

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Indipendente. Se c’è un aggettivo che descrive Londra, questo è senza dubbio indipendente. Fuori da vincoli, libera di prendere le proprie decisioni, capace di farcela da sola dove “da sola” sta per “una comunità multiculturale di spiriti e progetti”.

Quando Mariachiara mi ha spiegato cosa fosse davvero una band indipendente, l’aggettivo mi ha fatto pensare a Londra. Eppure lei parlava di musica, di ritmo, di suono. Beh, Londra è musica.

Questa domenica scopriamo qualcosa in più della melodia che ha portato Mariachiara a Londra. Pronti?
“Credo che la mia esperienza qui sia segnata da piccole vittorie giornaliere che mi hanno resa più forte e più combattiva. Non so bene se arriverò mai a dire <<ce l’ho fatta>> perché spero di non perdere mai la voglia di spingermi oltre. Quando partii, lo feci un po’ per scelta e un po’ per costrizione: vivere di musica in Italia è ancora per pochi, quindi ho approfittato della mia grande voglia di vivere in un’altra città per realizzare un sogno che è difficile realizzare nel Paese in cui sono nata”.

Mariachiara arriva a Londra appena ventenne da un piccolo paesino veneto. La sua vita prima del grande salto era un rincorrersi di lavori e ambizione: baby-sitter, cameriera, insegnante, postina, musicoterapista, una Laurea in Lingue e Letterature straniere e la passione per la musica che non si concretizzava.

“La mia vita prima di partire era simile a quella di molti altri ragazzi italiani. Ho sempre fatto svariati lavori durante il mio percorso di studi, cercando di accumulare quanta più esperienza possibile in vista di un possibile lavoro fisso. Se ripenso a me in quegli anni, è come se vedessi una Mariachiara ligia al dovere, che segue la corrente ma che in fondo si sente un po’ persa, come se un tassello del puzzle fosse mancante. Ad un certo punto, però, dopo un po’ di introspezione mi sono resa conto che c’era solamente una cosa che avrei veramente voluto fare e che se non mi fossi data il tempo e l’opportunità di farla non sarei mai stata veramente appagata e felice. Così ho deciso di ascoltare quella voce interiore che si stava facendo un po’ troppo insistente e ho scelto la musica! “.

La prima volta che ho visto Mariachiara, la sua grinta è arrivata come l’energia di cui hai bisogno quando hai finito ogni forza. Mi racconta dell’aiuto di sua cugina, che viveva già qui, quando si è trasferita a Londra: quei piccoli fastidi iniziali con la burocrazia inglese che hanno fatto disperare tutti noi. Ma, una volta trovata casa, è stato tutto un susseguirsi di giorni pieni di novità.

Volevo studiare musica e Londra è uno dei posti più artistici e musicalmente aperti e stimolanti che ci siano. Ricordo che, anche se la zona e la stanza in cui alloggiavo non erano delle migliori, ero al settimo cielo e mi sembrava di essere in un film: la sensazione era quella di essere in un posto in cui, se lavori sodo, puoi realizzare tutti i tuoi obiettivi. Dopo la laurea in Commercial Music Performance presso il BIMM London, ho intrapreso la carriera di musicista. Negli anni ho cambiato molti lavori, ma sempre nell’ambito musicale: dall’insegnamento, alla session singer al “music facilitator” con persone con disabilità.

Al momento sto collaborando con un compositore alla scrittura di un pezzo che verrà utilizzato in un film indipendente e sto scrivendo il mio primo album con la mia band Indigo Face. Il mio più grande obiettivo è quello di far arrivare la musica di Indigo Face a più persone possibili. Non è facile essere una band indipendente e in questi anni ho imparato molte cose che mi hanno formata come artista e come persona.


Essere una band indipendente ha i suoi pro e contro. Non avendo ancora un contratto discografico infatti, investiamo i nostri soldi nel progetto, organizziamo i concerti, la pubblicazione della nostra musica… praticamente facciamo tutto da soli! È una cosa molto gratificante, ma richiede al contempo molto lavoro. A volte, ti ritrovi ad essere manager, booking agent, designer, PR di te stesso e devi ricoprire ruoli che normalmente altre persone ricoprirebbero. Però la cosa bella è che hai la libertà di fare ciò che vuoi”.

Mariachiara parla della sua Indigo Face e nei miei occhi scorrono le immagini della nostra Londra osservata da dietro il finestrino di un bus, con la loro musica di sottofondo.

Ma come si arriva a formare una band? “Ho girato molto per locali, ho stabilito i miei contatti all’università e fuori, andando ai concerti. Nella mia band, per esempio, siamo in quattro e ci siamo conosciuti all’Università: io sono la lead singer, poi c’è Max, francese, alla chitarra e alle tastiere, Raymond, svizzero, al basso ed Andrea, italiano, siciliano precisamente, alla batteria. Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto la fortuna di suonare in alcune delle più rinomate music venues di Londra: Bush Hall, Shepherd’s Bush, O2 Islington, The Tabernacle, e poi il the Great Escape a Brighton.

Il nostro genere è alternative pop, quindi il nostro pubblico è molto preciso, allargandosi anche agli appassionati di musica elettronica. A fine ottobre pubblicheremo il nostro primo album, abbiamo tre singoli in uscita e da poco abbiamo pubblicato una hit cover degli anni ’90 che potrete ascoltare qui“.

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Io non posso fare a meno di ascoltare Mariachiara e la sua musica e immaginarmi già al prossimo concerto sotto il palco lasciandomi trasportare dalla adrenalina di Indigo Face, che con coraggio e tanto sacrificio sta riuscendo ad affermarsi nella “giungla londinese” – come la chiamerebbe lei.

“Londra mi dà la sensazione di essere un posto pieno di insidie e ostacoli, ma anche di magia e di opportunità; basta imparare a destreggiarsi tra le difficoltà e non perdere la speranza e l’entusiasmo. Poi io sono proprio innamorata del KOKO a Camden Town: io e la mia band abbiamo come prossimo obiettivo un concerto proprio lì!”.

WOW! Verremo senz’altro ad ascoltarvi dal vivo.

Musica. Indipendente. Se ci pensate, Londra è un contorno di gente che cammina nei suoi auricolari con il ritmo che batte nelle orecchie. Se ci pensate bene ancora un po’, Londra sprizza energia da tutti i pori, danza, canta, si muove e non si ferma mai. Ricca di emozioni, a ritmo di musica. Sempre. Proprio come Mariachiara.

Se avete una storia da raccontare, che sia di ispirazione ad altri italiani che sono già a Londra o che sognano di partire per la capitale inglese, contattate la nostra redazione, scrivendoci a press@londradavivere.com

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