LAVORO

Il cv ideale per trovare lavoro a Londra

|
Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto
Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto
Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto
Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto

Paese che vai, curriculum vitae che trovi. Il formato Europass, al di là del nome, purtroppo di europeo ha ben poco, penso venga utilizzato solo in Italia e Spagna (ogni tanto).

So che quando lo guardiamo sembra avere un’aria professionale e si addice perfettamente al “dai-più-dettagli-e-scrivi-più-che-puoi” che è un po’ tipico della nostra cultura. Così come so che scaricare l’identico form in inglese e tradurre pari pari il nostro CV in inglese sarebbe cosa molto più veloce e giusta.

Ma purtroppo la strada più semplice a volte è impercorribile, o comunque, una volta trapassato il confine inglese, altamente sconsigliabile. 

La normale destinazione di un CV Europass presso un datore di lavoro inglese è il cestino, il tritacarte, l’indifferenza o un “no” assoluto. Troppo lungo, troppe informazioni, ma al tempo stesso troppo generico, perché lo stesso curriculum potrebbe essere adottato sia in caso ci volessimo candidare per un posto da cameriere sia da perito informatico. Il datore di lavoro inglese vuole essere desirato, bramato, vuole sentirsi dire “faccio domanda qua perché, data la mia competenza bla bla, è l’unica compagnia in cui vorrei lavorare per questo e quel motivo”. Chiaramente è un po’ enfatizzato e non vuol essere un invito a fare i leccapiedi ma dare l’impressione che lavorare per “Vogue” equivale per noi a lavorare a “Starbucks” (o viceversa), non è molto d’aiuto, ecco.  

Qua s’impara in fretta che la capacità di sintesi è una delle maggiori qualità che puoi avere, abbinata al talento e alla capacità di “vendersi”, cioè al saper come catturare l’attenzione del datore di lavoro in base alle proprie esperienze e competenze. 

Quindi, una volta scartato il formato europeo, bisogna concentrarsi sullo scrivere qualcosa che sia al massimo due pagine, tailored (vale a dire che sia riferito e specifico per il lavoro che si vorrebbe fare), ma stando attenti a non lasciare “spazi bianchi”, cioè buchi di anni, mesi in cui né si scrive di aver lavorato, né studiato (meglio scrivere che hai fatto la mamma/babbo a tempo pieno, un viaggio, un corso di cucito, un torneo di scacchi, tutto tranne dare l’impressione di aver poltrito su un divano per mesi). 

Non è semplice, ma non impossibile, bisogna armarsi di pazienza e volontà, e più che altro concentrarsi su se stessi.

 Che lavoro vorrei fare? Più di uno? Allora dovrò creare diversi curricula. 

Quali sono le mie esperienze? Le mie qualifiche? Quali sono le mie capacità e competenze? Quanto valgono qui a Londra o in UK? Devo avere gli stessi requisiti per praticare qua? Qual è il mio livello d’inglese? 

Per scrivere un buon CV bisogna interrogarsi su queste cose, magari buttare giù una lista di aggettivi che ci descrivono e di competenze, qualità che riteniamo di avere per quel tipo di lavoro. Poi dobbiamo informarci, anche prima di partire. A tal fine, c’è un sito governativo che ho imparato ad amare che si chiama National Careers Service (https://nationacareersservice.direct.gov.uk) dove nella sezione Career Tools- Job Profiles possiamo trovare la maggior parte degli impieghi con descrizione del tipo di lavoro, in cosa consiste nello specifico, il salario, le ore lavorative, i requisiti e le capacità, i tipi di qualifiche per entrare o fare carriera nel campo, una panoramica del marcato del lavoro in quel settore in UK e perfino una breve lista di ultimi posti vacanti pubblicati su Universal Job Match, che è il sito governativo per la ricerca di lavoro.

Se abbiamo già un’idea di quale sia il rispettivo nome inglese del lavoro che vorremmo fare, possiamo direttamente condurre una ricerca per nome, altrimenti troveremo nella pagina una lista di settori e sceglieremo quello che ci interessa per poi spulciare ogni lavoro finché non troviamo il nostro. Una volta acquisite le informazioni che ci interessano, bè, basta solo iniziare a scrivere, concentrarsi, ma soprattutto tirar fuori tutta la sicurezza è l’autoconvinzione che abbiamo (anche se pensiamo di non avercela, tiriamola fuori comunque).

Be confident”: ho imparato a ripetermelo ogni volta che per scrivere il curriculum guardavo la pagina vuota di Word o cancellavo quello che avevo scritto. Capita, capiterà a tutti ma alla fine qualcosa di buono ne uscirà fuori.     

Il tuo voto: 5
Voti totali: 1

Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto
Accetta la policy privacy per poter visualizzare correttamente il contenuto