In arrivo a Londra nuove regole sulla mancia per tutelare camerieri e clienti

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Cambiano le regole sulla mancia a Londra: verrà riconosciuta maggiore discrezionalità al cliente nel lasciarla, ma soprattutto le mance dovranno andare a finire interamente nelle tasche di camerieri e camerieri. Una battaglia che il sindacato Unite porta avanti da anni e che adesso è stata accolta dal ministro delle Attività produttive britannico Sajid Javid.

Lunedì scorso, Javid ha infatti annunciato che il Governo sta lavorando a un programma per impedire ai ristoratori “furbetti” di trattenere parte delle mance per sé invece di devolverle allo staff in servizio. Un’indagine governativa condotta lo scorso anno, infatti, ha messo in evidenza come molte catene di ristoranti abbiano fatta propria questa consuetudine. Inoltre, l’obiettivo è quello di lasciare maggiore discrezionalità al cliente sul lasciare o meno la mancia (e il suo ammontare) e di obbligare il proprietario del ristorante a mettere in chiaro la policy sulle mance che applica. Nel 2009 fu emanato un codice di condotta volontario, ma molti lo ignorano, lasciando così il cliente confuso riguardo al destinatario dei soldi che lascia in più.

Difficile per molti clienti è anche capire le differenze tra mancia e altri tipi di servizi supplementari. Secondo il codice volontario redatto dal Department for Business, Innovation and Skills (BIS), il service charge è una somma aggiunta al conto prima che sia dato al cliente e corrisponde a una percentuale del suo conto; solo quando è “discretionary” o “suggested” si può non pagarla. La mancia vera e propria, invece, detta tip (in genere quella data in contanti) o gratuity (pagata tramite carta di credito), dovrebbe essere un pagamento volontario oltre l’ammontare del conto come “riconoscimento personale” allo staff. La maggioranza delle persone pensa che service charge e tip/gratuity siano sinonimi e quindi, che quando è incluso il service charge non bisogna pagare una mancia addizionale; in verità, il datore di lavoro non è obbligato a dividere la somma del service charge con i dipendenti, cosa che invece sarebbe tenuto a fare con le mance.

“Sono amareggiato dal comportamento di alcune note catene riguardo alle loro distribuzione delle mance”, ha detto il ministro Javid, “i pagamenti per il servizio dovrebbero essere volontari per il cliente, ricevuti interamente dai lavoratori e il cliente dovrebbe essere sicuro che tale regola sia chiara e rispettata”. Queste dichiarazioni arrivano anche in seguito alla decisione della catena Zizzi di rispondere all’aumento del minimum wage a £7.20 riducendo la scelta nel tipo di cibo che lo staff può mangiare e dando solo metà del ricavato da gratuity e service charge ai camerieri. Un sondaggio governativo, inoltre, ha confermato che più dell’80% dei clienti vuole che le mance vadano direttamente allo staff e che attualmente l’87% dei clienti lascia mance pari a circa il 9% del conto totale.

Soddisfatto in parte il sindacato Unite, che rivendica la propria “vittoria”, anche se lamenta che le dichiarazioni di Javid non sono sufficienti perché non introducono un vero obbligo agli esercenti: “Serve che la direttiva venga inserita ora in un provvedimento legislativo”.

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