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Uno scenario apocalittico per la Brexit senza accordi, lo rivela un dossier

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EU Network

Come saprà chiunque abbia avuto accesso a un televisore, un computer, un giornale, o uno smartphone negli ultimi due anni, il referendum per l’uscita dall’Unione Europea da parte del Regno Unito – la cosiddetta Brexit – ha avuto esito positivo.

Tuttavia una decisione politica del genere non può trasformarsi in un cambiamento immediato e il governo di Theresa May è impegnato da tempo in una serie di trattative e negoziati per definire i termini di questo strappo con la UE, entro il 29 marzo del 2019.

Secondo un articolo del Sunday Times le conseguenze di un’uscita dal mercato europeo senza un accordo preciso porterebbero la Gran Bretagna ad affrontare uno scenario catastrofico, come sarebbe stato prospettato in un dossier degli alti funzionari del governo destinato al Conservatore e Segretario di Stato per l’uscita dall’Unione europea David Davis.

Le previsioni più fosche parlano di una carenza strutturale e irrimediabile di medicine, carburante e generi alimentari nel giro delle prime due settimane di aprile. Proprio per questo motivo sarebbe in corso di progettazione un piano d’emergenza per far fronte alle conseguenze di una Brexit “totale”.

In realtà sarebbero tre le ipotesi portate avanti dagli specialisti, ognuna caratterizzato da un diverso grado di catastrofismo: una leggera, una mediamente grave e una per l’appunto apocalittica, denominata non a caso “Armageddon“.

Già nel secondo di questi scenari il porto di Dover collasserebbe nel giro di un giorno dalla Brexit: i supermercati delle regioni più lontane dal continente, ovvero Scozia e Cornovaglia, finirebbero le scorte in un paio di giorni e gli ospedali si troverebbero senza medicine nell’arco di due settimane. A ciò si aggiungerebbe anche la fine delle scorte petrolifere in una quindicina di giorni.

Per ovviare alla situazione il governo potrebbe essere costretto all’impensabile, ovvero impiegare l’aviazione nazionale per il trasporto di tutti i beni di prima necessità. Secondo alcuni commentatori, però, la diffusione di un documento del genere alla stampa non sarebbe casuale.

Vista la pressione effettuata dai sostenitori di una Brexit priva di negoziati, si tratterebbe quindi di una sorta di avvertimento al fine di scongiurare l’irrimediabile. Una portavoce del dipartimento deputato alla Brexit ha confermato che vi sono discussioni in corso, ma ha smentito i dettagli dello scenario “Armageddon”, essendo già stati approntati preparativi soprattutto per quanto riguarda i porti.

D’altra parte la questione della circolazione delle merci sarebbe interamente nelle mani dell’Unione Europea e in particolar modo della vicina Francia. Un eventuale stop deciso in modo unilaterale, infatti, metterebbe in crisi prima il Regno Unito, e solo molto dopo i “cugini” dall’altra lato della Manica, i quali potrebbero contare sul supporto europeo.

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