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A Londra manca l’acqua: con l’arrivo del caldo scatta il rischio idrico

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EU Network
AEMORGAN

Il Regno Unito sarà colpito nuovamente da un’enorme ondata di caldo (31C) per 10 giorni consecutivi alla fine di questo mese. Molti di noi aspettano con ansia l’arrivo della vera estate, ma non tutti sanno che il tempo incerto di questi giorni è assolutamente necessario per portare sollievo alle compagnie idriche inglesi.

A differenza di quanto si creda, infatti, il Regno Unito non è in realtà così ‘bagnato’ come pensiamo. In effetti, nonostante tutti gli stereotipi, Londra riceve solo 106 giorni di pioggia all’anno e solo circa 600 millimetri di pioggia, circa la metà delle precipitazioni medie di Sydney, in Australia. Per fare un paragone in casa nostra, invece, basti pensare che Milano vede cadere più di 900 mm di precipitazioni l’anno.

Inoltre, quest’anno il Regno Unito ha registrato la primavera più soleggiata degli ultimo 90 anni fa e maggio, in particolare, è stato il più secco da 124 anni, secondo i dati ufficiali del servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, Met Office, sulle precipitazioni.

Ci sono state più di 626 ore di sole tra il 1 ° marzo e il 1 ° giugno, superando il precedente record di 555,3 ore nel 1948, sempre secondo il Met Office. Per spiegare meglio facciamo un altro confronto con Roma, che ha visto in media 621 ore nello stesso periodo in primavera.

Questi cambiamenti climatici portano a siccità più frequenti, più diffuse e di più lunga durata che contribuiranno alla carenza di risorse idriche nel Regno Unito. La conferma arriva dalle parole di Sir James Bevan, CEO dell’Agenzia per l’ambiente, il quale ha recentemente dichiarato che, di questo passo, tra 25 anni l’Inghilterra non avrà abbastanza acqua dolce per soddisfare la domanda.

Quando si tratta di scarsità d’acqua, l’ultimo posto sulla Terra a cui potresti pensare è l’Inghilterra, eppure il cambiamento climatico, combinato con la crescita della popolazione, sono gli artefici di questa situazione potenzialmente disastrosa.

In questo scenario va poi considerato che la popolazione del Regno Unito dovrebbe passare da 67 a 75 milioni nel 2050, aumentando conseguentemente la domanda di acqua. La nota positiva è rappresentata dal consumo medio giornaliero di acqua che, secondo Bevan. passerà dagli attuali 140 litri di acqua ai 100 litri in 20 anni con un uso più efficiente nelle case e nei giardini.  

Il cambiamento è possibile e lo dimostra il caso di Città del Capo, dove le precipitazioni annuali hanno una media di circa 500 mm, ma l’utilizzo dei residenti è limitato a 50-70 litri al giorno.

Il problema di questa crisi idrica dipende anche dal fatto che più del 70% della popolazione locale percepisce l’Inghilterra come un paese piovoso e crede che abbia abbastanza acqua per incontrare i fabbisogni della popolazione. Ma James Bevan chiarisce che questa percezione è sbagliata e richiama tutta la popolazione a risparmiare acqua.

Piccoli cambiamenti delle proprie abitudini, come fare docce più brevi e meno vasche, non lasciare scorrere i rubinetti, evitare di sciacquare i piatti prima di metterli nella lavastoviglie e installare i moderni sistemi con doppio pulsante che regolano le quantità di scarico del wc dovrebbero essere accorgimenti effettuati da tutti. 

In questo senso, Bevan si auspica che lo spreco di acqua diventi “socialmente inaccettabile come soffiare il fumo in faccia ad un bambino”.

I paesi tradizionalmente piovosi devono riconnettersi con il valore e il costo dell’acqua. Solo la metà delle famiglie in Inghilterra e Galles ha installato un contatore dell’acqua. L’altra metà paga una tariffa mensile fissa, indipendentemente dalla quantità di acqua utilizzata; puoi lasciare un irrigatore per il prato tutto il giorno o fare una doccia di un’ora e non affrontare costi aggiuntivi.

Secondo Conor Linstead del WWF, “quasi tutti i paesi che hanno condotto con successo campagne di efficienza idrica hanno contatori. La misurazione dell’acqua universale aiuta anche a rilevare perdite, il che significa un ulteriore risparmio idrico. “

Invitiamo tutti i nostri lettori ad una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco d’acqua e a non diffondere luoghi comuni sbagliati; a Londra oltre a non esserci più la nebbia, non piove poi così tanto.

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