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Accoltellamenti a Londra: kit anti-dissanguamento nei locali

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AEMORGAN

I locali di Londra corrono ai ripari dopo gli innumerevoli casi di accoltellamento avvenuti a Londra negli ultimi mesi, che hanno provocato una certa preoccupazione tra i cittadini.

A centinaia di bar e pub in tutta la città, infatti, sono stati forniti equipaggiamenti medici indicati nel trattamento di dissanguamento di grave entità. In tutto saranno circa 320 i kit medici distribuiti ai locali del distretto finanziario di Londra nei prossimi mesi. L’iniziativa è la più grande del genere fra quelle organizzate nel Paese, e segue un’azione analoga intrapresa a Birmingham proprio all’inizio dell’anno.

Come già accennato, infatti, la capitale britannica di recente è andata incontro a una grande ondata di aggressioni all’arma bianca e non a caso è entrato nell’uso comune il soprannome di “Stub-City”, ovvero la città delle pugnalate.

Accoltellamenti a Londra: da dove parte l’iniziativa del kit

D’altro canto le statistiche parlano chiaro: la polizia ha reso noto che a partire dal 1 gennaio 2019 sono oltre 120 le persone che sono morte a seguito di incidenti violenti comprendenti l’utilizzo di lame, che sono aumentati vertiginosamente nel giro degli ultimi cinque anni.

Non a caso, l’origine dell’iniziativa si deve alla richiesta di Lynne Baird, madre di Daniel, il ragazzo ucciso nel 2017 durante una serata in compagnia di amici. La donna ha affermato con forza, e ribadito in più occasioni, che il figlio si sarebbe potuto salvare se un kit del genere fosse stato disponibile in prossimità del luogo in cui avvenne l’aggressione.

A sostegno di questa richiesta si è schierata immediatamente la polizia di Londra, che ha incoraggiato il programma sostenuto dalla Daniel Baird Foundation, l’associazione impegnata con varie modalità in un’opera di prevenzione di simili incidenti fatali. Lo stesso vice commissario della City of London Police, Alistair Sutherland, ha commentato l’iniziativa affermando che “questi kit contribuiranno a rendere la città più sicura”.

Il capo sovraintendente della polizia, David Lawes, ha affermato che “non fare nulla sarebbe davvero una farsa. Si tratta di un equipaggiamento davvero di base, che però può fare una grande differenza. Nel maggior parte dei casi i dissanguamenti, se non frenati nel giro di pochi minuti, portano la vittima a morte certa.”

L’idea è stata ben accolta anche da Barry e Margaret Mizen, il cui figlio sedicenne Jimmy venne assassinato in una panetteria del sud-est londinese nel 2008. “Non si tratta di una soluzione per fermare l’ondata di accoltellamenti” ha dichiarato la coppia “l’idea è quella di far sì che non muoiano più così tante persone“.

Accoltellamenti a Londra: contenuto e funzione del kit

Il compito dei kit è quello di fermare la perdita di sangue nel caso di ferite da taglio: una misura di emergenza e di tamponamento provvisorio in attesa dell’arrivo dei paramedici al momento dell’aggressione (o dell’incidente). Le ambulanze impiegano una media di 7 minuti per arrivare nel luogo dell’incidente, quindi il kit potrebbe davvero costituire una preziosa risorsa.

All’interno del contenitore rosso, o almeno di quelli già diffusi in quel di Birmingham, si può trovare un laccio emostatico, delle bende e una coperta di alluminio: il minimo indispensabile per far sì che non si spenga una vita, il più delle volte per futili motivi.

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