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Allarme forestale: Londra è invasa da bruchi urticanti

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EU Network

È recente l’allarme lanciato dalla Forestry Commission relativo a un’invasione di una particolare specie di bruchi nei parchi e nei giardini di Londra e nel sud dell’Inghilterra che possono causare reazioni allergiche.

Si tratta della processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea): si riconosce per la massiccia quantità di lunghi peli bianchi, mentre sul corpo presenta strisce arancioni e una testa nera. Ma sono proprio i peli la causa dell’allarme.

Questi peli, se rotti, rilasciano una proteina chiamata thaumatopoeina. Se vi si entra in contatto può causare reazioni allergiche alla pelle (dermatite, rash), irritazione agli occhi, asma e nel peggiore dei casi shock anafilattico.

Per questo motivo la Forestry Commission ha lanciato l’allarme: colonie di bruchi sono state avvistate in numerose zone di Londra, ma anche nel sud del paese fino a Bournemouth, e persino a Leeds. A quanto pare il caldo di questi giorni, e l’aumento delle temperature medie negli ultimi anni, ne hanno favorito la proliferazione.

I bruchi sono stati riconosciuti sin dagli inizi degli anni 2000, quando sono stati accidentalmente importati dai Paesi Bassi: il Natural History Museum li ha classificati e da allora i loro nidi sono stati tenuti sotto occhio per regolari disinfestazioni. Per questa stagione la Forestry Commission ne ha già avviata una nelle zone maggiormente colpite dalla settimana del 23 aprile.

È importante sottolineare che se si individuano dei nidi bisogna subito allertare la Forestry Commission, e stare alla larga dai bruchi, soprattutto se si portano a spasso cani o altri animali che potrebbero essere tentati di avvicinarsi.

Non cercate di rimuovere nidi o ammazzare i bruchi per conto vostro, in quanto potrebbe essere pericoloso, o perché potreste arrecare danno ad altre specie di bruchi simili ma innocue.

La processionaria della quercia prende questo nome perché le colonie di bruchi si muovono in processione e perché si nutrono di quercie, anche se si possono spostare su alberi di betulle, nocciole o faggi.

Per maggiori informazioni consultate il sito della Forestry Commission.

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