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“Un attacco terroristico a Londra è questione di quando, non di se”, a dirlo il capo della polizia

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Luglio è stato un mese terribile se si pensa agli attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa, Francia e Germania in particolare. Anche nel Regno Unito, l’allerta terroristica rimane altissima.

“Un attacco terroristico a Londra è questione di quando, non di se”, è l’affermazione del capo della polizia Bernand Hogan-Howe. “So che come poliziotto incaricato di prevenire questa eventualità, vi aspettate che vi rassicuri. Temo però di non poterlo fare del tutto”, ha aggiunto con franchezza Hogan-Howe scrivendo sul suo blog.

Non posso scartare l’ipotesi che la Gran Bretagna sia la prossima vittima nell’ondata di omicidi di massa crudeli e folli”. L’allerta, fissata a livello “severe”, cioè al terzo grado sui quattro previsti, “resterà così. Significa che un attacco è molto probabile”, ha spiegato sempre il capo della polizia.

Tuttavia, le forze di polizia e l’intelligence stanno lavorando duramente per garantire la sicurezza delle persone. I poliziotti sono stati formati per poter affrontare fino a dieci attacchi contemporaneamente e sono stati avviati anche dei training sul posto di lavoro per far capire ai singoli individui come comportarsi in caso di attacco.

Inoltre, il nuovo ministro Ben Wallace ha già incontrato i proprietari di centri commerciali, stadi o luoghi molto frequentati per concordare misure di prevenzione. Il Governo, ha detto Wallace, garantirà “tutto il supporto di cui queste strutture hanno bisogno”.

Vero è che molti attentati sono già stati sventati, grazie anche alla collaborazione tra polizia e agenzie di agenti segreti nazionali e internazionali come MI5 e MI6. “Molti fattori sono dalla parte del Regno Unito”, ha voluto comunque precisare Hogan-Howe. Oltre al lavoro delle forze preposte alla sicurezza pubblica, anche le leggi restrittive sull’acquisto delle armi e il rapporto pacifico con la comunità islamica sono dei deterrenti, secondo il capo della polizia.

Le nostre leggi sul controllo della vendita di armi e il semplice fatto che viviamo su un’isola implicano che i terroristi nel Regno Unito incontrerebbero delle difficoltà nell’ottenere le armi di cui hanno bisogno per ripetere attacchi simili a quelli condotti nel Continente. Il nostro approccio ai musulmani non è differente perché la rivendicazione di questi attacchi è che siano commessi in nome dell’Islam”.

Noi non stigmatizziamo i milioni di musulmani britannici i cui valori e la cui fede rifiutano del tutto la litania dell’odio promossa dai terroristi. Siamo una nazione che accetta le differenze ma costruisce comunità che condividono valori”.

In ogni caso, visti i diversi obiettivi e le diverse modalità di attacco utilizzate dai terroristi, non è facile prevedere un attentato. I londinesi sono invitati a restare vigili e a segnalare alle autorità ogni movimento sospetto: la collaborazione può essere fondamentale per sventare gli attacchi.

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