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Batteri fecali nel ghiaccio di Starbucks, Costa e Caffè Nero: i risultati shock dell’inchiesta della BBC

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Da Starbucks, Costa o Caffè Nero non andiamo di certo per bere un buon espresso, ma la varietà di alternative zuccherate e gustose è ciò che attira molti di noi. Con il caldo estivo arrivato a Londra, poi, state già pensando di andare a gustarvi un bel Frappuccino rinfrescante? Fossi in voi ci penserei due volte: da un’indagine della BBC è risultato che il ghiaccio usato per le bevande di Starbucks, Costa e Caffè Nero contiene batteri. E non batteri qualsiasi, ma batteri contenuti generalmente nelle feci.

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Ora i puristi del caffé penseranno sicuramente che non c’è da stupirsi,  mentre gli amanti del Frappuccino staranno probabilmente cercando di trattenere la nausea e lo sgomento dalla notizia, ma cerchiamo di analizzare le cose con la giusta calma e sangue freddo (Luca Dirisio insegna). Io, intanto, sono felice di avere comprato da Starbucks solo ed esclusivamente Caramel cappuccini bollenti e senza ghiaccio.

Ma torniamo a noi: il programma Watchdog, trasmesso ogni mercoledì sera sulla BBC, ha raccolto dei campioni di ghiaccio usato per le bevande da Costa Coffee, Starbucks e Caffè Nero. Le analisi hanno rivelato che contengono vari tipi di batteri, i cui livelli, a detta dell’esperto del Chartered Institute of Environmental Health Tony Lewis, “sono preoccupanti”. “Questi batteri non dovrebbero essere presenti in nessuna quantità”, ha aggiunto, “figuriamoci il numeroso significativo che abbiamo trovato”.

Sette dei 10 campioni di ghiaccio di Costa contenevano batteri che si trovano nelle feci, microrganismi contenuti anche in 3 campioni sui 10 analizzati sia di Starbucks che di Caffè Nero. “Questi tipi di batteri sono patogeni opportunisti, fonte di malattie nell’uomo”, ha spiegato sempre Tony Lewis.

I campioni di ghiaccio, prelevati in 30 negozi delle varie catene, non sono gli unici elementi analizzati, ma le indagini sono state condotte anche su tavoli, sgabelli e vassoi.

Un portavoce di Caffè Nero ha definito tali risulti preoccupanti, assicurando che “un’indagine accurata è in corso” e che “le azioni appropriate saranno prese”. “Il 99% dei nostri store hanno tutti recensioni molto positive, buone o soddisfacenti da parte dell’Environmental Health Officer (EHO) locale – rendendoci uno delle attività economiche meglio recensite della zona”, ha aggiunto.

Un rappresentante di Starbucks ha invece dichiarato che la catena ritiene l’igiene una questione “estremamente seria” e “massima priorità” per garantire la sicurezza dei clienti. “Ci siamo mossi velocemente per condurre la nostra inchiesta sulle problematiche sollevate”. “Tutti i dipendenti hanno ricevuto un training aggiornato sui nostri alti standard igienici inclusa la gestione del ghiaccio”.

Siamo sconcertati dai risultati, soprattutto perché questi negozi sono stati classificati ‘molto positivi’ con punteggio di 5, il massimo, per quanto riguarda l’igiene”, ha dichiarato infine Costa. “Visto questi risultati, abbiamo intrapreso immediatamente delle azioni per verificare le nostre procedure per assicurare la sicurezza del cibo e abbiamo aggiornato le linee guida per la gestione del ghiaccio e stiamo anche per introdurre nuove attrezzature per lo stoccaggio del ghiaccio nei nostri negozi”.

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