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Black Lives Matter: due statue di trafficanti di schiavi presto rimosse a Londra

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Il fenomeno culturale Black Lives Matter, a differenza che in Italia, è passato come un ciclone in Gran Bretagna e, in particolar modo, a Londra.

Le istanze di maggiore equità dal punto di vista della lotta al razzismo sono state accolte anche a livello politico, tanto che le autorità hanno deciso di prendere in seria considerazione le richieste di rimozione di alcune statue controverse.

Motivo del contendere, il passato della Gran Bretagna legato alla tratta degli schiavi. Le proteste di quest’estate, che hanno in qualche modo modificato le priorità politiche e sociali della cittadinanza, hanno dunque portato a una disamina, anche pubblica, dell’opportunità di tenere in vista alcuni monumenti ambigui che campeggiano nelle strade e piazze della capitale britannica.

La City of London Corporation ha dunque deciso che le statue di William Beckford e di Sir John Cass saranno rimosse dall’edificio della Guildhall di Moorgate.

Il provvedimento, che riguarda la zona di Square Mile, è stato ufficializzato a seguito di una petizione fatta circolare sin dal mese di giugno dell’anno scorso, richiedente proprio la rimozione del monumento dedicato a Beckford, il più grande commerciante di schiavi negli anni ’60 del 1700, per due volte Lord Mayor di Londra.

Tuttavia la prima risposta del governo era stata di rigetto della petizione, in quanto prerogativa delle autorità locali. Ora, però, le cose stanno per cambiare dato che la City of London Corporation ha dato il via libera, non solo alla rimozione della statua, ma ha anche commissionato un nuovo memoriale che invece renda omaggio alle vittime della tratta degli schiavi. In futuro verrà presa in considerazione l’ipotesi di eliminare altre effigi e modificare il nome di vie direttamente legate a questo argomento.

Caroline Addy, membro della taskforce che si è occupata di esaminare la richiesta e di decidere il da farsi, ha infatti dichiarato pubblicamente: “Il commercio di schiavi è una macchia della nostra storia e mettere letteralmente su un piedistallo coloro che ne hanno tratto profitto è qualcosa che non può trovare posto in una città moderna che promuove il valore della diversità”.

L’altro dedicatario della statua da rimuovere, Sir John Cass, fu un membro del Parlamento nel 17esimo e 18esimo secolo, nonché un filantropo, per quanto ciò possa apparire paradossale. L’uomo è stato anche uno dei maggiori promotori della Royal African Company, coinvolta in modo decisivo nell’economia legata agli schiavi nell’Oceano Atlantico.

La sua statua, dopo essere rimossa, verrà restituita al legittimo proprietario, la Sir John Cass Foundation. A settembre, inoltre, la Sir John Cass Foundation Primary School ha annunciato che avrebbe modificato il proprio nome in Aldgate School per l’inizio del nuovo anno scolastico.

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