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Boris Johnson in terapia intensiva per Covid-19: “condizioni stabili”

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EU Network
AEMORGAN

Aggiornamento 9 aprile 12.30 Le condizioni di Boris Johnson sono “stabili.” La notizia è giunta per voce stessa del suo vice de facto, Dominic Raab, che attualmente manda avanti il governo fintanto che il Primo Ministro si rimette. Le sue condizioni, ha spiegato il ministro per le finanze Rishi Sunak, migliorano costantemente grazie alle “eccellenti cure che sta ricevendo al St Thomas’ Hospital di Londra.

Tesi ribadita anche dal Oliver Dowden, ministro per la cultura, che a BBC ha dichiarato stamane: il Primo Ministro è “stabile, in via di miglioramento, si è tirato su sul letto e ha interagito con lo staff medico. Penso che le cose stiano migliorando per lui.” Confermiamo dunque che non è -né è mai stato- collegato ad un respiratore, come inizialmente sostenuto da fonti russe.

Nel frattempo, l’umore del paese si è adombrato, nel bel mezzo delle incertezze da Brexit e soprattutto col nuovo, terribile record di morti per Coronavirus registrato nel Regno Unito: 938 decessi, che portano il totale a 7.097. E le prospettive, nel medio termine, non appaiono migliori.

Il ricovero d’urgenza

6 Aprile 20.20: Si aggravano le condizioni di Boris Johnson. Il premier inglese, in auto-isolamento da quasi due settimane per un’infezione dal Coronavirus , è stato ricoverato al St Thomas’ Hospital di Londra nella giornata di ieri; formalmente “a scopo precauzionale” per via di una tosse piuttosto persistente e per condurre ulteriori esami. In realtà -emerge solo ora- sarebbe stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

A distanza di poche ore dal discorso della Regina, abbiamo appreso che il primo ministro britannico è stato ricoverato in ospedale a causa del peggioramento dei sintomi da COVID-19 che si portava dietro da una decina di giorni. “Su suggerimento del suo medico” aveva spiegato una portavoce di Downing Street, “il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi ad alcuni esami. Si tratta di una misura precauzionale dovuta al fatto che il primo ministro continua ad avere sintomi persistenti da Coronavirus, dieci giorni dopo il tampone positivo”. Un quadro preoccupante a cui si aggiunge, nelle ultime ore, la preoccupazione per la salute della compagna Carrie Symonds, 31 anni, da cui aspetta un bambino.

È di due giorni fa un tweet della Symonds, che diceva:

“Ho trascorso la settimana scorsa a letto con i principali sintomi del Coronavirus. Non ho bisogno di fare il test e, dopo sette giorni di riposo, mi sento più forte e sulla via della guarigione.”

Per mezzo della portavoce, Johnson ha fatto sapere di “ringraziare il personale dell’NHS per l’incredibile duro lavoro che sta svolgendo, e ha pregato la popolazione di continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa, tutelare l’NHS e salvare vite.”

In queste ultime ore, tuttavia, è emerso un quadro più preoccupante di quanto inizialmente paventato. Durante la notte infatti si sarebbe resa necessaria la somministrazione di ossigeno; tuttavia, fonti ufficiali smentiscono l’uso di un ventilatore polmonare. Lo ha rivelato il Ministro dell’ufficio di gabinetto, Michael Gove, ad una intervista ad LBC.

“La terapia intensiva è solo una misura cautelativa,” ha spiegato Gove. “Nel caso in cui caso in cui dovesse avere bisogno di qualcosa, è già tutto pronto. Ma il primo ministro non è stato sottoposto a trattamento con respiratore polmonare.”

Solo qualche ore fa Robert Jenrick, segretario di Stato per l’Edilizia abitativa, spiegava che Johnson resta “saldamente” alla guida del paese:

“Sta lavorando molto duramente per governare e restare costantemente aggiornato. E questo stato di cose proseguirà. Sono certo che sia molto frustrante per lui, per qualcuno come Boris che ama gestire il governo in prima linea; motivo per cui, resta ancora saldamente in campo al governo.”

In attesa di evoluzioni, tuttavia, il Ministro degli Esteri e Primo Segretario di Stato Dominic Raab prende formalmente le veci di Boris Johnson, tenendo le riunioni di gabinetto, decidendo le condizioni di lockdown e infine guidando il paese in una delle sfide più ardue degli ultimi decenni.

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