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Brexit, Johnson cede: accordo con UE imminente

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AEMORGAN

Finalmente ci siamo. Secondo le fonti del Guardian, il premier britannico Boris Johnson ha dovuto capitolare, e accettare di introdurre una qualche forma di controllo doganale fra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito. Oggi infatti scadrebbero i termini utili per un annuncio, secondo la nuova legge anti-no deal.

Londra e Belfast usciranno mano nella mano dalla UE, e resteranno un territorio doganale unico e indiviso. Questo è l’importante traguardo che sembra a portata di mano per il governo in UK, ma il prezzo da pagare per l’unità è alto: Johnson infatti ha dovuto piegarsi a diverse concessioni sul confine irlandese accettando meccanismi biunivoci di controllo doganale.

Un compromesso al ribasso che ha tuttavia l’impagabile pregio di neutralizzare il ritorno alle urne, dopo che il premier aveva escluso a più riprese un rinvio a Bruxelles. E il bello è che le voci potrebbero consolidarsi in un accordo definitivo già entro le prossime 24 ore.

Dalla politica giungono giudizi contrastanti. Un portavoce di Downing Street smorza l’entusiasmo, spiegando che “I colloqui non si fermano e restano costruttivi, ma c’è ancora del lavoro da fare.” Dalla UE, invece, il francese Michel Barnier -negoziatore capo europeo per l’uscita del Regno Unito- ostenta finalmente ottimismo, promettendo un’intesa in giornata (laddove, poco prima, aveva dichiarato “Non è chiaro se riusciremo a rivedere la questione del recesso già entro il Consiglio europeo di giovedì; alla fin fine è pur sempre un trattato internazionale”).

Il fatto è che, da più parti, traspira un certo nervosismo per la quantità di dettagli che hanno ancora bisogno di correzioni, come ad esempio la faccenda dell’IVA. Scrive il giornalista Tony Connelly:

Il problema della VAT è emerso all’ultimo minuto: se l’Irlanda del Nord resta nel sistema VAT dell’Unione, cosa essenziale per il commercio Nord-Sud, allora occorrerà creare un nuovo meccanismo per il commercio Est-Ovest, visto che la UE avrà un sistema VAT proprio.

E preoccupazione stilla anche da SkyNews, che invece non esclude la convocazione di un ulteriore Consiglio europeo straordinario sulla Brexit a Bruxelles, dopo quello in calendario per giovedì 17 e venerdì 18 ottobre; soprattutto nel caso non venga trovata sintonia nelle prossime ore.

Di segno opposto invece le parole di Leo Varadkar, primo ministro d’Irlanda, che parla di “notevoli progressi” fatti dalle istituzioni europee. Anzi, il capo del governo irlandese ha affermato di aver ricevuto rassicurazioni personali da parte di Johnson: un eventuale accordo otterrebbe automaticamente il via libera della Camera dei Comuni.

Insomma, verrebbe quasi da avere speranza, se non fosse che parliamo della stessa camera che ha già bocciato per ben tre volte il piano di Theresa May.

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