Brexit: “Il Regno Unito è ancora in tempo per rimanere nell’UE”, parola del Presidente del Parlamento Europeo

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Brexit sì, Brexit no, Brexit forse, soft Brexit, hard Brexit… insomma, questa Brexit s’avrà veramente da fare? Nonostante il 29 marzo Theresa May abbia presentato ufficialmente a Bruxelles la sua richiesta per avviare l’iter dei negoziati per l’uscita del Regno dall’Unione Europea, non è detto che non si possa tornare indietro.

Mentre la premier britannica ha sottolineato più volte che “non c’è possibilità di ripensamento” sulla Brexit, sembra non essere dello stesso avviso Antonio Tajani, il presidente (italiano) del Parlamento europeo che ha detto chiaramente che la Gran Bretagna sarebbe accolta a braccia aperte se decidesse di cambiare idea sulla sua partecipazione all’UE.

Come è possibile? Pochi giorni fa Theresa May ha annunciato elezioni generali anticipate tra poche settimane, ossia l’8 giugno, a causa delle fratture all’interno del Parlamento britannico, con i partiti di opposizione e la Camera dei Lord che non approvano i piani di hard Brexit proposti dal governo in fase di negoziazione con l’UE.

L’obiettivo del primo ministro è quello di rafforzare la sua leadership e ottenere una maggioranza schiacciante nella House of Commons così da portare avanti la linea governativa nella discussione dell’accordo con l’UE, convinta di poter contare su un vantaggio consistente – si parla di 21 punti percentuali – sui laburisti, stando almeno ai sondaggi. Tuttavia, in caso di vittoria delle opposizioni (supponendo che tutti coloro che hanno votato per il Remain al referendum votino per un partito contrario alla Brexit), lo scenario che potrebbe prefigurarsi sarebbe diametralmente opposto a quello che avevamo ormai imparato ad accettare (a malincuore).

Parlando dopo un incontro con Theresa May a Downing Street, Antonio Tajani ha insistito sul fatto che aver già attivato l’articolo 50 TUE per l’uscita di Londra dall’UE non significa avere avviato un processo irreversibile: nel caso il governo britannico cambiasse orientamento dopo le elezioni di giugno e intendesse far rimanere il Regno Unito nell’Unione, gli altri 27 stati membri potrebbero tranquillamente votare, in questa fase, per riaccettare il Paese come membro, senza dover richiedere pareri alla Corte di Giustizia dell’UE.

“Se il Regno Unito, dopo le elezioni, vuole ritirare l’articolo 50, allora la procedura è molto chiara”, ha detto in un’intervista che riporta il The Guardian. “Se il Regno Unito volesse restare, tutti saremmo favorevoli. Io sarei molto felice”. “Se domani il nuovo governo UK  decidesse di cambiare la sua posizione, sarebbe possibile farlo“, ha aggiunto. “La decisione finale spetta ai 27 stati membri, ma tutti sarebbero a favore se il Regno Unito volesse ritirare l’art. 50”.

Il Presidente del Parlamento Europeo ha anche minacciato di porre un veto nel caso l’accordo sulla Brexit non garantisca pienamente il rispetto dei diritti preesistenti dei cittadini UE in Gran Bretagna e ha confermato che la protezione di questi diritti sarà sempre soggetta alla giurisdizione della Corte Europea di Giustizia, anche nel caso in cui la Brexit diventi ufficiale.

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