Brexit: l’Europarlamento boccia la proposta di Londra sullo status dei cittadini UE

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Il Parlamento Europeo ha bocciato la proposta avanzata da Londra circa lo status dei cittadini dell’Unione Europea da adottare in Gran Bretagna nell’era post – Brexit. Specificatamente Theresa May aveva parlato di “settled status“, una residenza permanente con cui godere di tutti i diritti ma richiedibile solo dai cittadini europei che vivono legalmente in Gran Bretagna da cinque anni.

Mentre per la May tale proposta era da considerarsi “generosa”, per l’Europarlamento l’offerta è “ben lontana da quello a cui hanno diritto i cittadini dell’Unione” che, in questo caso, verrebbero trattati come un gruppo di seconda categoria, costretti a vivere in una “preoccupante e costante incertezza“. Tutti questi fattori critici sono stati evidenziati in un documento sottoscritto dai presidenti dei quattro principali gruppi politici dell’assemblea di Strasburgo, Guy Verhofstadt dell’Alde, Manfred Weber del Ppe, Gianni Pittella dell’S&D, Gabi Zimmer del Gue e Ska Keller dei Verdi, e in più dai componenti del gruppo incaricato di seguire il dossier Brexit, cioè Elmar Brok, Roberto Gualtieri e Danuta Hubner.

Gli europarlamentari si sono dichiarati pronti a porre il veto a qualsiasi accordo che non sia basato sulla piena reciprocità e, nel documento ufficiale, hanno voluto specificare che non sarà approvato nessun rinvio del termine già fissato per la chiusura dei negoziati:

“All’inizio del 2019 i deputati al Parlamento Europeo diranno l’ultima parola sull’accordo Brexit. Nei prossimi mesi, lavoreremo a stretto contatto con il negoziatore Ue e i 27 Stati membri per aiutare a orientare i negoziati. Il nostro auspicio è ottenere un ambizioso e progressivo accordo di recesso, ma vogliamo sia chiaro che un progresso sufficiente – soprattutto in materia di cittadinanza e accordo finanziario – è necessario prima di poter definire il nuovo rapporto tra l’Ue e il Regno Unito. Il calendario dei negoziati termina il 30 marzo 2019 e non approveremo alcuna estensione di questo termine, perché ciò implicherebbe lo svolgimento delle elezioni europee nel Regno Unito nel maggio 2019. Una situazione semplicemente impensabile”.

L’obiettivo dell’Europarlamento è quindi, in primis, quello di salvaguardare la parità di trattamento per quanto riguarda tutti i cittadini europei, compresi gli studenti, i medici e i lavoratori non inglesi che a causa della Brexit sono costretti a vivere con un’ansia perenne circa il loro futuro in Gb:

L’Unione europea ha la comune missione di ampliare, rafforzare ed espandere i diritti, non di ridurli. Non avalleremo mai il ritiro retroattivo di diritti. Il Parlamento europeo si riserverà il diritto di respingere  qualsiasi accordo che tratti i cittadini dell’Ue, indipendentemente dalla loro cittadinanza, in modo meno favorevole di quanto non lo siano attualmente. Per noi si tratta di una questione di diritti e valori fondamentali di base, che stanno al centro del progetto europeo”.

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