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Brexit, Londra dice addio all’Erasmus: “Un furto alle future generazioni”

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EU Network
AEMORGAN

Nonostante in questi ultimi giorni l’attenzione degli inglesi sia stata completamente catalizzata dai destini della casa reale, scossa dalla decisione di Harry e Meghan di rinunciare alle prerogative legate alla successione al trono, nelle ultime ore Oltremanica è accaduto qualcosa che potrebbe influire (negativamente) sui destini di migliaia di giovani studenti europei.

La Camera dei Comuni del Regno Unito ha, infatti, ufficialmente detto no alla prosecuzione certa all’Erasmus+, la piattaforma che include anche il celebre e fortunato programma europeo di scambio di studenti, che negli ultimi 30 anni ha permesso a milioni di ragazzi di tutta Europa, di vivere, nella maggior parte dei casi, la prima esperienza oltre confine, e il primo vero confronto con culture e sistemi universitari differenti.

In sede di votazioni del tanto agognato accordo sulla Brexit – che il premier Boris Johnson ha stretto lo scorso ottobre con l’Unione Europea – il Parlamento britannico ha votato contro l’emendamento “New Clause 10” del disegno di legge, presentato dalle opposizioni, che, in caso di approvazione, avrebbe imposto al governo britannico di continuare a negoziare la piena appartenenza nel Regno Unito al programma Erasmus+ anche dopo il 2020, termine ultimo dell’attuale ciclo già finanziato.

Non si sono fatti attendere i commenti attoniti e furiosi, fra i quali spicca quello del grande storico britannico Simon Schama, che su Twitter ha amaramente sentenziato: “Questa è una decisione miserabile, un furto alle giovani e future generazioni”.

L’ex deputata laburista Luciana Berger, ha, invece, scritto: “Ho imparato così tanto durante il mio anno di Erasmus, è stata una delle più belle esperienze della mia vita. È devastante sapere che le nuove generazioni non avranno la mia stessa opportunità”.

Anche l’accademico Paul Bernal ha è intervenuto sull’argomento, affermando: “Tutti quelli che sanno minimamente cosa sia l’Erasmus, sanno che quella del governo è una decisione diabolica, miope e controproducente. Tipico della Brexit”. Insomma le reazioni non si sono fatte attendere e fra di esse il minimo comune multiplo si è rivelato l’indignazione.

Tuttavia il governo britannico ha smentito l’addio all’Erasmus, almeno per ora. Sull’argomento è intervenuto il sottosegretario all’Istruzione, il conservatore Chris Skidmore, il quale ha sottolineato che “il voto di ieri non significa la fine della partecipazione del Regno Unito al programma Erasmus+ dopo che avremo lasciato l’Ue. Ne parleremo nei futuri negoziati con l’Ue. Abbiamo grande stima dello scambio internazionale di studenti”. Un altro deputato conservatore, Michael Fabricant, sostiene di aver votato contro solo perché “una costrizione simile ci avrebbe legato le mani nei negoziati con l’Ue”.

Insomma, stando alla risposta dell’esecutivo, per ora il programma continuerà come previsto per il 2020 (sono state già assegnate da tempo le borse Erasmus), ma successivamente a quella data il suo destino sembra essere incerto. Una piccolissima speranza ora è riposta nella Camera dei Lord, dove l’accordo Brexit arriverà in queste ore per l’approvazione finale. Ma è estremamente improbabile che i “parrucconi” sconfessino il pacchetto del governo Johnson, in ogni suo dettaglio.

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