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Brexit: quali sono state le conseguenze sul mercato del lavoro a Londra?

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Quali conseguenze sta portando il voto a favore della Brexit del 23 giugno 2016? Al momento, sul lato economico, sembra che la situazione non sia catastrofica come era stato predetto da alcuni economisti e studiosi, anzi.

Le persone disoccupate nel Regno Unito, nel trimestre aprile-giugno 2016, sono state 1,64 milioni, minimo storico dal trimestre marzo-maggio del 2008. In realtà, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4.9%, ma è stata l’occupazione a salire, attestandosi al 74,5%, livello più alto dal 1971.

31,74 milioni è il numero complessivo di lavoratori nell’ultimo trimestre, 172 mila in più rispetto ai tre mesi precedenti e 606 mila in più rispetto all’anno precedente. Da notare che, nonostante l’avvicinarsi del referendum, sono stati assunti 110 mila cittadini non britannici (per un totale di 3,45 milioni) contro i 58 mila britannici (per un totale di occupati pari a 28,2 milioni).

Il trend positivo sembrerebbe essere confermato dagli ultimi dati sul numero di persone che hanno fatto domanda per il Jobseeker’s Allowance, il sussidio statale destinato ai disoccupati. A luglio, secondo l’Office for National Statistics, i richiedenti sono scesi a 763600, una tendenza in contrasto con i pronostici che volevano un aumento di 9500 domande (si è invece registrato un – 8600 richieste).

Alan Clarke, economista alla Scotia Bank, ha dichiarato che le preoccupazioni sulla Brexit non erano supportate dai dati. “Prima del referendum, si speculava sul fatto che l’economia si sarebbe frantumata fino a fermarsi, la disoccupazione sarebbe aumentata, e gli investimenti bloccati. Le prime due cose non sono accadute; vedremo la prossima settimana se anche la terza non si sarà avverata”, ha riferito al The Guardian.

Tuttavia, altri economisti hanno puntualizzato come molte grandi aziende abbiano congelato per il momento i loro nuovi programmi d’investimento che avrebbero portato a cospicue assunzioni nei prossimi mesi; se così fosse, una conseguenza possibile potrebbe essere il peggioramento del livello di occupazione nel prossimo anno.

Attenendoci agli effetti di breve periodo, si è anche registrato un aumento a luglio dell’inflazione allo 0.6%, con un ulteriore aumento nel mese di agosto. Ovviamente gioca un ruolo importante il minor valore della sterlina registratosi nel periodo post Brexit, che ha fatto aumentare il costo delle importazioni.

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