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Brexit: raggiunto l’accordo con l’UE, rinvio fino al 31 ottobre

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EU Network

Sembra essere arrivata la risoluzione della questione Brexit, sulla quale che i membri della politica britannica non riescano (o forse non vogliano) trovare un accordo o quantomeno un compromesso.

Nel corso della notte è arrivata la tanto attesa concessione di una proroga, come da richiesta della premier Theresa May, per quanto con delle condizioni decisamente stringenti ma non proibitive, per il Regno Unito. Il vertice che si è tenuto a Bruxelles ha dunque deciso per il rinvio, per quanto le idee all’interno degli stati membri riguardo alle limitazioni temporali differissero sensibilmente.

Dopo una serie di trattative interne è stato decretato che il termine ultimo per arrivare a una decisione sarà quello del 31 ottobre, allontanando lo spettro del No Deal, lo spauracchio che tutti in Gran Bretagna temono più di ogni altra ipotesi, tanto da essere stato “ufficialmente” escluso tramite un emendamento.

Theresa May aveva chiesto un’estensione limitata, fino al 30 giugno, in attesa di trovare un accordo a Westminster, mentre l’Ue ha proposto e ottenuto un rinvio molto più lungo, praticamente fino ad Halloween. In ogni caso è stato accolto il principio di flessibilità, ovvero di revoca anticipata anche a prima del termine in caso si riesca davvero a trovare un accordo politico sull’uscita della Gran Bretagna.

A convincere gli stati europei anche l’avvio di negoziati con Corbyn sull’ipotesi di un accordo bipartisan: in gioco c’è la permanenza di Londra nell’Unione doganale, che dovrebbe porre fine alle domande sul confine irlandese. In precedenza il leader dell’opposizione sarebbe stato disposto ad accettare solo un nuovo referendum o elezioni politiche.

Tra tutti è stato Macron il leader europeo meno propenso ad accogliere l’accordo, in quanto preoccupato rispetto alla possibile influenza del Regno Unito sulle prossime importanti decisioni politiche interne all’UE, tanto da chiedere l’impossibile, ovvero il veto sulla nomina di un rappresentante di Londra nella Commissione europea, cosa contraria a tutte le regole dell’Unione.

La data finale del 31 ottobre permette infatti di venire incontro a Macron salvaguardando la liceità di tutte le operazioni: proprio quel giorno infatti verrà nominato il nuovo esecutivo comunitario, quindi non potrebbe esservi un commissario britannico che possa influire su questioni come il bilancio dell’Unione europea per il 2021-2027.

In ogni caso se a Westminster non si perverrà a un voto soddisfacente entro il 22 maggio allora il Paese dovrà attrezzarsi per le elezioni europee. Si tratta di un nodo su cui l’Europa non è disposta a transigere: se il Regno Unito non voterà, il 1 giugno verrà automaticamente dichiarato fuori dall’Unione (anche per scongiurare il rischio di illegalità del nuovo Parlamento europeo, dove ogni membro deve per forza avere un rappresentante).

Theresa May si è dichiarata soddisfatta per quanto ottenuto. “Voglio che il Regno Unito lasci l’Ue il prima possibile”, ha detto, ricordando che ciò potrà “avvenire anche prima del 31 ottobre. Ora dobbiamo lavorare tutti per ottenere la maggioranza in Parlamento e per dare seguito al risultato del referendum”. La premier ha poi aggiunto. “Se l’accordo sarà approvato nelle prime tre settimane di maggio, il Regno Unito potrà lasciare la Ue il 1 giugno“.

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