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Soft Brexit, sì o no? Theresa May dichiara: “Basta europei in cerca di lavoro”

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EU Network

Mentre Londra ha appena accolto (con tanto di Baby Trump) il Presidente degli Stati Uniti, continua il dibattito nel Regno Unito sulla Brexit. L’ultima dichiarazione della premier Theresa May, come riporta Repubblica, è stata quella di ribadire un programma di stop all’ingresso di cittadini europei in cerca di lavoro (permettendolo solo a professionisti qualificati), controllo dei confini e fine della giurisdizione europea sul Regno Unito.

Questa linea di pensiero, presentata al suo partito nella giornata di ieri, è in contrasto con l’idea di “Soft Brexit” che il Primo Ministro britannico sta negoziando in UE. Il governo, infatti, ha proposto misure che includono un‘unione doganale di fatto, riconoscimento delle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e un sistema flessibile di mobilità per quanto riguarda l’immigrazione.

Ovviamente le contraddizioni di Theresa May sono ben spiegabili: da una parte c’è la necessità di ottenere il miglior accordo possibile con Bruxelles in vista dell’uscita dall’UE a marzo 2019 (fare in modo che Londra mantenga i suo status di capitale finanziaria europea, che non ci siano disastri economici e commerciali legati all’aumento di dazi e tariffe e, a livello politico, che non si crei una nuova frattura tra Irlanda del Nord ed Eire); dall’altra quella di gestire i problemi interni al Partito Conservatore, vista l’emorragia di ministri, da David Davis a Boris Johnson, che hanno deciso di dimettersi dal governo perché contrari alla linea “morbida” di May sulla Brexit.

L’ambiguità ha permesso alla premier di tirare avanti fino ad oggi, ma i nodi stanno per arrivare al pettine: scopriremo cosa prevede veramente e nel dettaglio la proposta di accordo sulla Brexit  per i negoziati con l’UE lunedì prossimo, 16 luglio, quando la Camera dei Comuni voterà il Libro Bianco di 100 pagine contenente il programma per l’uscita dall’Unione. 

Se laburisti, liberaldemocratici e partito scozzese voteranno probabilmente in modo contrario alla proposta del governo, c’è il rischio che all’opposizione si aggiunga anche l’ala più estremista e anti-europea dei Tories, guidata da Jacob Rees-Mogg. Se ciò avvenisse, sarebbe una disfatta per Theresa May e lo scenario che si aprirebbe non sarebbe dei più confortevoli in termini di stabilità, essendoci la prospettiva di sue dimissioni e perfino di elezioni anticipate.

Nel frattempo, anche Donald Trump, in visita in UK, critica duramente l’operato della premier britannica sulla Brexit. “Non mi ha ascoltato”, ha detto al The Sun, “le avevo detto cosa fare, ma è andata nella direzione opposta. Se il piano è questo [di una soft Brexit], allora probabilmente avremo a che fare con l’Unione Europea invece che con la Gran Bretagna”, e questo potrebbe mettere a rischio, a detta di Trump, un accordo commerciale importante tra USA e Regno Unito. Il Presidente, ha anche aggiunto: “Boris Johnson? Lui sì che sarebbe un ottimo premier”.

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