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Clamoroso Brexit: firmato l’atto che cancella le leggi europee in UK! L’uscita dall’UE è davvero vicina?

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EU Network
AEMORGAN

Alla fine è successo davvero. Il ministro inglese Steve Barclay ha firmato l’atto che cancellerà l’applicazione delle leggi del Vecchio Continente nel Regno Unito. A partire dal prossimo 31 ottobre, vada come vada, la normativa europea non si applicherà più ai sudditi di Sua Maestà.

Il provvedimento varato dal ministro per la Brexit Barclay ha il sapore del passaggio storico: con un gesto di pochi istanti è stato, infatti, mandato in pensione l’atto del 1972 che impegnava il Regno Unito ad aderire alle leggi e ai trattati UE. Ma il retrogusto è amaro.

Il colpo di spugna che abroga lo European Communities Act entrerà in vigore immediatamente, il giorno dopo dell’uscita del Regno Unito dall’Europa; cosa che avverrà – promette il primo ministro Boris Johnson– a fine ottobre, con o senza accordo.

La notizia bomba è arrivata per mano del governo, con un comunicato asciutto e sinistramente perentorio, in cui si legge:

L’atto del 1972 è il mezzo che consente ai regolamenti UE di fluire in UK direttamente dagli enti che li promuovono in UE a Bruxelles.
L’annuncio del ritiro dell’atto segna un momento storico per il rientro dei poteri legislativi da Bruxelles al Regno Unito. Stiamo riprendendo il controllo delle nostre leggi, in ossequio a quanto votato dal popolo nel 2016.

La cancellazione dello European Communities Act 1972 avrà effetto non appena il Regno Unito lascerà formalmente l’Unione Europea il 31 ottobre.

D’altro canto, Johnson l’aveva promesso durante il suo discorso d’insediamento, esprimendo fastidio per i rinvii di questi ultimi anni. La volontà è di forzare la mano e costringere l’Unione ad accettare un nuovo accordo alternativo che però si profila sempre più lontano all’orizzonte. Dalla UE, infatti, hanno risposto picche più di una volta. Di recente, il portavoce UE Mina Andreeva ha dichiarato:

“Abbiamo raggiunto un accordo sul ritiro con il Regno Unito che è il miglior accordo possibile e siamo pronti ad aggiungere elementi sulla dichiarazione politica, ma non rimetteremo in discussione l’accordo di recesso”.

Alla luce di questi eventi, il mondo si prepara agli scossoni di una hard Brexit che preoccupa molti osservatori. Il Times, in queste ore, ha rivelato un carteggio che dimostra le difficoltà iniziali a cui sarà soggetto il Regno Unito in un primo momento: si parla di carenza di farmaci e cibo, di irreperibilità sul mercato locale di carburante, a del caos nelle dogane con attese anche di giorni per lo smistamento merci.

Uno scenario da incubo che si avvicina sempre più e che spaventa gli inglesi stessi, tant’è che per affrontare questa sfida della storia, si stima che un cittadino su 5 abbia già fatto incetta di medicine, generi alimentari e bevande in previsione della fatidica scadenza. Si parla di oltre 4 miliardi di Sterline bruciate in scorte e vettovagliamenti.

Non sappiamo come andrà a finire, ma una cosa a questo punto sembra chiara: lo sapremo molto presto.

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