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Coronavirus a Londra: primo caso in città, nove nel Regno Unito

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AEMORGAN

Mentre il resto del mondo ha gli occhi puntati sulla Cina, dove il focolaio del Coronavirus Covid-19 rimane quello della città di Wuhan, a Londra compare il primo caso di contagio. Si tratta del nono in tutto nel Regno Unito.

La vittima è una donna cinese tornata nella capitale direttamente dalla Cina lo scorso fine settimana; per questo motivo le autorità stanno cercando di rintracciare parenti, amici e altri conoscenti che possono essere entrati in contatto. Ciò include anche i passeggeri che si trovavano con lei sul volo sopraccitato.

Coronavirus a Londra: le misure di sicurezza

Secondo i primi resoconti la donna sarebbe arrivata preavviso al Lewisham Hospital su un taxi Uber, ignorando tutti i consigli in precedenza offerti: in questi casi infatti si suggerisce la chiamata di un’ambulanza oppure l’arrivo con un proprio mezzo, per evitare una eventuale epidemia.

È stato confermato che due membri dello staff della struttura si trovano adesso in isolamento a casa dopo essere entrati in contatto con la paziente. Come da protocollo la quarantena durerà 2 settimane.

I manager dell’ospedale hanno inoltre spiegato che la donna, la cui identità è protetta dall’anonimato, non aveva seguito le procedure di sicurezza diramate dagli uffici di pubblica igiene e si era semplicemente presentata al pronto soccorso nel pomeriggio di domenica, comunicando i propri sintomi.

Per fortuna nessun altro paziente è stato sottoposto al rischio di infezione, in quanto la donna di origine cinese è stata subito portata in una struttura isolata dove è stata sottoposta alle analisi del caso, non prima di aver indossato una mascherina protettiva.

La donna è stata poi rimandata a casa con un’ambulanza, in attesa dei risultati dei test. Una volta arrivati, nella giornata di mercoledì, è stata trasportata all’ospedale St. Thomas per ricevere le prime cure presso un’unità specializzata.

Il comportamento sconsiderato della donna è però stato additato negativamente dai membri dell’ospedale, i quali ritengono che ci siano chance che il tassista di Uber possa essere a rischio di contagio, così come i successivi passeggeri.

Coronavirus nel mondo: allarmismo e rischi concreti

Gli esperti credono che il virus continuerà a circolare nel Regno Unito fino a raggiungere il picco durante l’estate. Il segretario alla Sanità, Matt Hancock, ha già dichiarato che quello epidemico è un rischio “serio e imminente“, sopratutto per quanto riguarda Londra, che corre maggiori pericoli rispetto alle analoghe capitali europei in base al maggiore afflusso di visitatori cinesi.

Nel frattempo però il rischio è quello di un allarmismo eccessivo, un atteggiamento già manifestatosi in varie parti del mondo: la più grande fiera di telefonia mobile, il Mobile World Congress di Barcelona, è stata annullata, così come la gara di Formula 1 di Shangai prevista per il 19 aprile (a rischio anche la corsa in Vietnam che si dovrebbe tenere due settimane prima).

In Cina il computo complessivo delle vittime è di 1300 morti su circa 60mila casi, per quanto siano in crescita anche le guarigioni, come comunicato dalle autorità cinesi.




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