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Coronavirus in UK: no al passaporto sanitario per viaggiare all’estero

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Il governo inglese ha smentito le indiscrezioni secondo le quali nel Regno Unito si stava lavorando all’introduzione di un passaporto sanitario per attestare l’effettuata vaccinazione dei singoli cittadini.

A parlarne è stato il ministro britannico per la distribuzione dei vaccini Nadhim Zahawi in un’intervista a Sky News con Sophy Ridge: “Non è nei piani del governo il rilascio di passaporti per l’immunità. Non stiamo di certo cercando di introdurli nel quadro del programma di distribuzione del vaccino. In questa fase, infatti, non è chiaro se i vaccini impediranno la trasmissione. Poiché un gran numero di persone provenienti da gruppi a rischio vengono vaccinati, solo prossimamente saremo in grado di raccogliere le prove per dimostrare l’impatto sui tassi di infezione, sull’ospedalizzazione e sulla riduzione dei decessi. In caso di successo, questo dovrebbe portare nel tempo a una rivalutazione delle attuali restrizioni“.

Per Zahawi la questione ha anche una valenza etica da non sottovalutare: “Sarebbe un atto discriminatorio e penso che la cosa giusta da fare sia assicurarsi che le persone si facciano avanti per essere vaccinate perché lo vogliono e non perché è stato reso in qualche modo obbligatorio attraverso un passaporto“.

Nonostante ciò il ministro ha comunque preso in considerazione la necessità di avere una documento che attesti il vaccino effettuato in tal caso fosse richiesto per viaggiare in determinati luoghi: “Se altri Paesi ovviamente richiedono una qualche forma di prova, allora è possibile chiedere al proprio medico di famiglia un certificato di vaccinazione. Quello è il documento che potrà essere utilizzato come prova che hai ricevuto il vaccino“.

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