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Corsie preferenziali per le anatre…solo a Londra!

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TELC

Mi piace quando l’uomo permette agli animali di rivendicare i loro diritti e in questo caso, anche i loro spazi.

E per spazi non intendo il divano di casa che abbiamo amorevolmente lasciato al nostro quadrupede come suo territorio esclusivo e neppure di quella sua sedia preferita che guai se ti ci siedi perché una coda scodinzolante potrebbe non avere pietà per quell’errore fatale… no no, mi riferisco a qualcosa di più.

Ebbene, Londra colpisce ancora in fatto di sorprese; Canal and River Trust ha tenuto a battesimo la nascita delle corsie preferenziali per le anatre, che stanno ridisegnando il paesaggio che costeggia i fiumi e i canali di cui sono ricamate l’Inghilterra e il Galles.

Quindi ciascuno si metta in fila, una sola stradina e due corsie, da una parte l’uomo e da una parte l’anatra, tutto rigorosamente ordinato e disciplinato in tipico stile inglese; sembra la classica stravagante trovata nata solo per fare notizia e invece l’esigenza è reale, ossia quella di riorganizzare gli spazi stretti di queste stradine note come alzaie -che corrono lungo gli argini dei corsi d’acqua- che da sempre sono “abitate” dalla anatre ma che da qualche tempo, sono altresì divenute il simbolo del no-stress e richiamano ciclisti, sportivi, pescatori, escursionisti e visitatori che vogliono staccare la spina del pc e del cellulare per tornare ad immergersi, senza andare molto lontano da casa, nel verde e nella pacifica idea di aver abbandonato clacson e frastuono solo qualche chilometro più in là.

La verità è che bisognava trovare una soluzione a questo sovraffollamento. E quindi il patron della Canal and River Trust, Richard Perry, all’interno del programma di rivalorizzazione delle alzaie -che include anche regole di comportamento per i visitatori allo scopo di migliorare la fruibilità di questi piccoli luoghi di pace a portata di mano- ha voluto fare da vigile urbano tra chi ha i piedi e chi ha le zampe.

C’è da dire che ho messo subito in dubbio che un palmipede potesse rispettare una corsia, ma non per sfiducia nell’anatra, giusto perché non è detto che debba aver frequentato una buona scuola guida e conoscere l’obbligo delle segnaletiche. Eppure l’anatra inglese è avanti anni luce e merita la patente honoris causa: zampetta nello spazio assegnato alla sua “specie” e va spedita come un eurostar.

Si inaugura una nuova convivenza stradale, buffa e rigorosa; e pensare che da qualche altra parte i pedoni ancora devono sperare che gli spuntino le ali per tornare a casa sani e salvi. Chissà cosa ne penserebbero di questa storia le anatre inglesi.

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