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Covid-19: identificata una nuova variante del Covid-19 nel Regno Unito

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AEMORGAN

Nel Regno Unito è stata registrata la comparsa di una nuova variante del Covid-19. A confermarlo è stato non solo il ministro della Salute inglese Matt Hancock, ma anche Mike Ryan, il massimo esperto di emergenze dell’OMS: “Siamo a conoscenza di questa variante genetica segnalata in 1.000 individui in Inghilterra. Le autorità la stanno esaminando. Abbiamo visto molte varianti, questo virus si evolve e cambia nel tempo“.

Al momento non c’è da allarmarsi in quanto, anche se questa variante sta crescendo più velocemente delle precedenti, non ci sono prove che si comporti in modo diverso dai tipi già esistenti di virus.

L’esperta di genetica virale presso l’Università di Berna Emma Hodcroft ha spiegato che il nuovo ceppo sembra avere tre mutazioni nella proteina spike che il Coronavirus utilizza per entrare nelle cellule umane. Ciò, però, non vuol dire che è più pericoloso: “Non c’è nulla che suggerisca che la variante abbia maggiori probabilità di causare malattie gravi, e l’ultimo quadro clinico dice che è altamente improbabile che questa mutazione non possa rispondere a un vaccino“.

Dello stesso parere è il professore di Neurologia all’Università di Liverpool Tom Solomon: “Solo perché c’è stato un piccolo cambiamento nella composizione genetica del virus, questo non significa che sia più virulento, né che i vaccini non saranno efficaci”.

Ovviamente, da questo momento in poi, il nuovo ceppo è sotto analisi e viene studiato da ogni punto di vista. Inoltre, toccherà agli scienziati capire se i test del Coronavirus attualmente utilizzati sono in grado di captare la nuova variante Covid e se persone infettate da un ceppo precedente del virus possano avere lo stesso livello di protezione contro la nuova variante.

C’è da sottolineare che, comunque, non è la prima volta che abbiamo a che fare con una variante del Covid-19. La variante 20A.EU1, ad esempio, è stata riscontrata a ottobre: si era diffusa rapidamente dai lavoratori agricoli spagnoli in gran parte dell’Europa. La variante D614G, invece, è l’unica mutazione che pare abbia aumentato la capacità di trasmissione dei virus ed è ora dominante in molti Paesi.

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