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Le 7 fasi da affrontare tornando a Londra dopo Natale

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Gli amanti del Natale attendono il 25 dicembre con trepidazione e gioia, mentre gli Scrooge o i Grinch della situazione con riluttanza e ansia; in ogni caso, è un giorno che sicuramente non lascia indifferenti nessuno, ma, come ogni anno, si attende, ci si prepara, si vive l’atmosfera natalizia, poi il Natale arriva e passa. Ancora con la pancia piena, la carta dei regali sotto l’albero e la prospettiva di altri bagordi (e dei saldi) davanti a noi, i giorni che seguono il Natale a Londra sono sempre strani e unici.

In realtà, con un po’ d’ironia, possiamo identificare sette stadi o fasi che caratterizzano il “post-Christmas blues”: curiosi di sapere quali sono e in quale stadio vi trovate? Iniziamo subito!

1. Sollievo

E anche questo Natale è passato… senza troppi inconvenienti! Le cene aziendali sono finalmente terminate (e con un po’ di fortuna, non abbiamo perso tutta la nostra dignità), abbiamo partecipato a riunioni familiari, rivisto (forse) nostri ex fidanzati/e ed ex amici, risposto a un sacco di domande e cliché su com’è vivere a Londra, ma siamo ruisciti a sopravvivere al turbinio di emozioni che ci sovrastano a Natale. Non è tutto così bello?

2. Realizzazione

Il momento forse peggiore da affrontare è capire che tutto è finito. I regali sono stati scartati, gli avanzi del pranzo e del cenone sono terminati, è rimasta solo una fetta di pandoro ed è già tempo di tornare a occuparsi della vita reale. Dei problemi reali, della quotidianità. Ah! Com’era bella la vita quando la nostra unica preoccupazione era quale maglione natalizio indossare!

3. Tristezza

Alla realizzazione, segue l’inevitabile tristezza al pensiero che la magia del Natale sta già scemando, che tra pochi giorni ripartiremo e torneremo al lavoro di sempre… non ci rimane che cantare Last Christmas in pigiama facendo incetta di film romantici natalizi. O meglio di no?

4. Colpevolezza

Dopo la fase della tristezza, si inizia a istallare in noi il senso di colpa per tutti gli eccessi che ci siamo concessi in questi giorni di festa. Quanto abbiamo mangiato? Cioè, davvero, quante calorie siamo riusciti a ingerire in tre-quattro giorni? Il nostro piano fitness di un anno è andato senz’altro perso. Quanto abbiamo speso per i regali di Natale? Meglio non guardare il conto corrente. Tuttavia, a chi non sono riuscito a fare un regalo? Chi non sono riuscito a vedere o a salutare? Tutte domande che ci faranno sentire almeno un po’ in colpa.

5. Incertezza e confusione

Il Natale è fonte di gioia e preoccupazione. Si passa dal calore della famiglia a ritrovarsi nuovamente soli, dal chiedersi se i regali fatti saranno piaciuti a domandarci come andrà il nuovo anno e il futuro. Troppe emozioni e tutte le domande irrisolte dei restanti 364 giorni dell’anno si presentaranno in questi giorni.

6. Nostalgia

C’è sempre un momento, quando si chiude la valigia, si salutano amici e parenti e ci si avvia all’aeroporto, in cui non vorremmo partire. Iniziamo a pensare a quanto si stia bene a casa, alle serate con gli amici di sempre, ai vizi dei genitori e dei fratelli che quando si vive lontano ci fanno sorridere. La nostalgia è sempre più forte dopo Natale e non possiamo farci niente.

7. Euforia

Una volta tornati a Londra, però, la nostalgia è quasi già dimenticata: ritroviamo i nostri luoghi, la nostra casa, tutto ciò per cui abbiamo scelto di vivere in questa città. Tra cui, le tante cose che possiamo fare in questi giorni tra Natale e Capodanno. E poi, a Natale prossimo, mancano solo 362 giorni…

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