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C’è una nuova vita per i luoghi abbandonati di Londra grazie alla cucina italiana

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AEMORGAN

Chiese sconsacrate, vecchi capannoni abbandonati, aziende dismesse e mercatini in rovina. A Londra non si butta via nulla, e i luoghi dimenticati della città vivono di nuova vita grazie ai cosiddetti Market o Food Hall, cui noi italiani abbiamo dato un contributo insostituibile, per un giro d’affari che vale milioni di Sterline.

È street food, ma non in senso tradizionale; nei Market Hall, infatti, ci si siede comodamente su panche assieme agli altri avventori, i ristoranti sono residenti (dunque non levano le tende la sera), e spesso c’è pure chi pulisce quando abbiamo terminato. Tra l’altro, non si mangia solo cosette veloci adatte al take away, ma si possono gustare prelibatezze di alta qualità cucinate al momento da personale qualificato, in una sorta di felice connubio tra sagra paesana, fraschetta, e ristorantino easy all’aperto a prezzi stracciati.

Ma ciò che rende il fenomeno londinese diverso dagli altri è l’uso, o per meglio dire, il riuso, di location neglette, in una sorta di riciclo urbano che crea continuamente nuovi spazi di aggregazione per i cittadini. Il tutto a costo zero, e scusate se è poco.

Chi va in un Food Hall si gode del buon cibo fresco, a scelta tra una gran varietà di piatti e cucine del mondo, preparati al momento e condividendo l’esperienza con altri commensali. È un’esperienza davvero appagante che vi consigliamo di fare, se non vi è ancora capitato, sia da soli che in coppia, e ancora meglio in compagnia di un’allegra combriccola. Il divertimento è assicurato.

Ce ne sono diversi, e molti altri stanno nascendo. Il Mercato Metropolitano nei pressi di Elephant & Castle, per dirne uno, è considerato un vero e proprio presidio dell’italianità all’estero. Un esperimento talmente riuscito che presto farà la doppietta in una chiesa abbandonata di Mayfair.

A Victoria Station, ne sono stati ricavati due da due antiche aree di stoccaggio merci, mentre nel quartiere di Fulham aprirà presto un Food Market nei pressi Oxford Station, dentro un grande magazzino di abbigliamento chiuso per fallimento. Qui troveranno spazio ben 12 cucine, e una piazza per un totale di oltre 800 coperti.

D’altro canto, la cosa non sorprende. Basta dare un’occhiata a quel che accade a Camden, dove è nata di recente un’Italian Alley, oppure a Old Spitalfields Market, in cui la gastronomia sta rubando sempre più spazio a bigiotteria e artigianato. E così, dove prima si compravano t-shirt e memorabilia, ora si addentano arancini e panelle, si inforchetta pasta fresca ripassata nella forma di Parmigiano, e si passeggia con pizze a portafoglio, focacce baresi e burrata.

E se vi abbiamo ispirato, non dimenticate di visitare pure Seven Dials Market, dal nome dell’omonimo quartiere vicino Covent Garden, Vinegar Yard a ridosso di London Bridge Station, e l’imminente Time Out Market, coi suoi 17 stand, tre birrifici e 500 posti a sedere su due piani. Alla dieta ci pensiamo l’anno prossimo.

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