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Londra è la città più ambìta dalla Generazione Z: ecco perché!

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Qualcuno li chiama post-millennials, qualcun altro screenagers, ma i media spesso si riferiscono a loro col termine Generazione Z. Sono i nativi digitali post 11-settembre, i ragazzi nati tra il 1997 e il 2012, accomunati dal contesto tecnologico, economico e socio-culturale, dall’amore per l’ambiente e il melting pot, e l’avversione per i cambiamenti climatici. Ma soprattutto -stando ad una recente ricerca- dall’amore per Londra, una città multiculturale, aperta, stimolante e piena di sfide. Proprio come loro.

Lo studio porta la firma di Nestpick.com, una piattaforma immobiliare on demand, e dimostra la predilezione di una fetta importante di popolazione per la City. L’idea era di stilare una lista circoscritta di città esemplari del mondo, quelle più universalmente attraenti per quanto concerne lo studio e il lavoro. Poi, sono stati assegnati dei punteggi in base a criteri molto eterogenei.

“Per definire lo studio,” si legge nel comunicato stampa, “dobbiamo prima di tutto definire e contestualizzare la Generazione Z. Secondo il Pew Research Center, i nati tra il 1997 ed il 2012 sono considerati membri della cosiddetta “Generazione Z” […]. Nati durante la Quarta Rivoluzione Industriale, in un mondo post-11 settembre, nel pieno della crisi climatica e una recessione globale, i Gen Z-ers sono noti per essere nativi digitali che danno valore a sicurezza, diversità ed autonomia, e che mirano a raggiungerle attraverso il pragmatismo e la determinazione.”

Queste le variabili monitorate:

  • Digitalizzazione: Integrazione della tecnologia e di Internet all’interno della vita dei cittadini, presenza e diffusione della banda larga, e-governance, e-banking e così via.
  • Valori: Una città appetibile per la Generazione Z è impegnata nell’inclusione e nell’uguaglianza sociale, nel multiculturalismo e nella lotta contro le devastazioni climatiche provocate dall’uomo.
  • Business: Spirito imprenditoriale, facilità con cui si fa impresa, accessibilità ai prestiti, densità di imprese sociali, presenza e diffusione degli spazi di co-working.
  • Tempo Libero: Una città deve offrire anche svago, eventi gratuiti, eventi di e-gaming e concerti. Tutto quel che non dovrebbe mai mancare nel tessuto urbano e che rende davvero vivo un luogo.

Il risultato è un indice composto da 22 fattori che è stato usato per scremare le città del mondo e assegnare loro un punteggio. Al primo posto c’è Londra, seguita da Stoccolma in Svezia, Los Angeles negli USA, Toronto in Canada e infine New York. Per riuscire a trovare un toponimo italiano siamo dovuti arrivare al 64esimo posto con Milano, dopo Montpellier, Tallinn e Nizza. Roma, la nostra capitale, alligna addirittura al 72esimo posto. E questo basta da solo a spiegare molte delle cose che accadono nel nostro Bel Paese.

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