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Operazione London Bridge: cosa succederà quando morirà la regina Elisabetta II?

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London Bridge is down“: è con questa frase alquanto misteriosa che verrà annunciato al Primo Ministro del Regno Unito e ad alcuni rappresentanti dell’apparato statale la morte della Regina Elisabetta II.

Nata Elizabeth Alexandra Mary, l’amatissima regnante dai completi coloro pastello, protagonista persino di vari film sulla sua persona e da sempre un’icona della Gran Bretagna, ha ormai la veneranda età di 92 anni. Il suo stato di salute è in realtà più che buono, e le sue uscite sono sempre tra i momenti più apprezzati dai sudditi di quella che a conti fatti è ancora una monarchia.

Nonostante ciò l’operazione London Bridge, nome in codice del protocollo che verrà attivato alla sua dipartita, è stato messo a punto sin dagli anni Sessanta, a testimonianza del fatto che si tratta più di una questione burocratica che di preparativi per l’imminente dipartita. I precedenti funerali dei regnanti, infatti, sono stati organizzati senza precise disposizioni, finendo per cedere all’improvvisazione e alle emozioni del momento, almeno fino a quello della Regina Vittoria nel 1901.

Si tratta a tutti gli effetti di un piano immenso, che coinvolge tanto il Governo quanto le forze armate, per non parlare dei media, della Chiesa d’Inghilterra, della polizia locale di Londra e dei Parchi Reali. Il tutto passerà inizialmente per le mani del segretario personale di Elisabetta, il quale per l’appunto contatterà il Primo Ministro.

Toccherà poi ai burocrati degli Esteri dare la notizia agli stati che fanno parte del Commonwealth, formalmente ancora governati dalla Regina. Anche i media statali si allineeranno a questo stato di cose: un annuncio dell’Associazione della Stampa Inglese verrà ripreso dalla radio, che dovrà mandare musica standard per preparare il pubblico alla notizia. I canali televisivi della BBC, invece, si sintonizzeranno subito sulla BBC News, che seguirà l’evolversi della situazione.

Per 12 giorni, stando a quanto successo alla morte dell’ultimo Re, Giorgio VI, padre della Regina Elisabetta II, il Paese rispetterà il lutto. A dare il segnale sarà un domestico, che avrà il compito di affiggere un cartello a lutto sui cancelli di Buckingham Palace. Il Primo Ministro, invece, richiamerà il Parlamento in consiglio entro un’ora, per un messaggio di cordoglio che si terrà presso la Camera dei Comuni.

Decisivo il ruolo del Consiglio di Successione, che il giorno successivo alla morte della Regina avrà il ruolo di proclamare il nuovo regnante seguendo la linea di successione, cui il Parlamento giurerà fedeltà. Trattandosi con ogni probabilità di un maschio (e nello specifico del principe Carlo, che dovrebbe diventare Carlo III), l’inno nazionale verrà modificato in “God Save the King” e sulla sterlina l’effige rappresentata sarà quella del nuovo Re.

Molto dettagliati ma flessibili i piani riguardanti il funerale. Innanzitutto la bara della Regina potrebbe arrivare in macchina a Buckingham Palace se Elisabetta II dovesse spirare presso Sandringham House o il Castello di Windsor; in caso di morte all’estero sarà  il 32º Squadrone della RAF a occuparsi del rientro in patria atterrando nell’aeroporto militare di Northolt.

Molto curiosa l’eventualità di una morte in Scozia: in quel caso il feretro verrà prima collocato nella Cattedrale di Edimburgo, per poi tornare con il cosiddetto Treno Reale a Buckingham Palace.

In ogni caso nel palazzo reale la bara sarà collocata nella Sala del trono e dopo 4 giorni dalla sua morte sarà esposta al pubblico per altri 4 giorni presso Westminster Hall. La cerimonia funebre vera e propria avverrà inderogabilmente 9 giorni dopo la morte presso l’Abbazia di Westminster, mentre la salma verrà sepolta presso il Castello di Windsor, dove esiste già una tomba nella Cappella di San Giorgio.

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