L’Italia che eccelle (a Londra): Jacopo Sarzi vince il contest per l’idea business più innovativa

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Unire l’arte culinaria al design si può e lo ha dimostrato il giovanissimo Jacopo Sarzi, ragazzo di 31 anni originario di Cagliari, che ha primeggiato all’Evening Standard Young Progress Makers, l’evento londinese in cui ogni anno si confrontano le menti più brillanti in circolazione, dai progettisti agli imprenditori passando per i ricercatori tecnologici e gli innovatori politici. L’obiettivo della manifestazione è dare l’opportunità ai giovani più creativi e talentuosi di mettere in pratica idee e progetti innovativi atti a migliorare il tessuto sociale ed economico.

I progetti in concorso erano ben duecento ed arrivavano da ogni parte del mondo, ma Sarzi ha sbaragliato tutti aggiudicandosi il primo premio di cinquantamila sterline per l’idea business più innovativa attualmente presente a Londra. Il giovane cagliaritano, con alle spalle anni di studio in Italia e in Francia, ormai vive da cinque anni in Inghilterra ed ha vinto proponendo il suo “Food Design Lab“. Il suo è un laboratorio culinario itinerante che riesce ad amalgamare l’arte della cucina, le tecniche del design e gli elementi della performance teatrale.

Il progetto parte dall’idea di Jacopo per cui il cibo può essere utilizzato così come ogni altro materiale non commestibile, come il legno e il metallo, e viceversa. Per questo motivo al giovane talento piace definirsi “Food Designer” in quanto lavora ogni tipo di materiale alla stessa maniera, spesso seguendo le loro somiglianze. Vedendo il suo laboratorio si può rimanere affascinati da come intaglia e sega un sedano o una rapa, come se fossero un pezzo di legno, o da come usa con maestria la fiamma ossidrica per cucinare ortaggi e verdure. Il suo è, quindi, un modo innovativo di collaborare alla creazione del cibo per apportare agli alimenti stessi un sapore migliore dalle mille sfumature diverse.

Così come al cibo, Sarzi è appassionato di  tutta l’esperienza legata al mondo della gastronomia e quindi si occupa anche della costruzione di strumenti artistici e funzionali che servono a cucinare e a mangiare in modo alternativo, partendo dai tavoli articolati per finire a rivoluzionari spremiagrumi.

Insomma, quello che sviluppa il giovane cagliaritano è vera e propria Arte della Cucina a tutto tondo che punta ad una visione alternativa dell’idea comune che si ha del cibo. Le sue creazioni sono spesso frutto di una commistione di influenze intercontinentali, specchio della società multietnica londinese, quindi non possono che essere perfette per rappresentare l’idea di innovazione che l’Evening Standard vuole promuovere di anno in anno.

 

 

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