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È ufficiale: i britannici sono il popolo che più si ubriaca al mondo!

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Potrebbero essere dati non troppo sorprendenti, in quanto non è certo una novità l’amore per l’alcol che tradizionalmente viene attribuito ai britannici. Un recente studio condotto da un gruppo guidato dal professor Adam Winstock ha infatti dimostrato – per così dire – che i sudditi di Sua Maestà sono il popolo che si ubriaca più di frequente in tutto il mondo.

A quanto pare nel Regno Unito le nottate in cui birra, vino o cocktail prendono il sopravvento, procurando la proverbiale sbronza, sono circa 51 in un periodo di 12 mesi. Praticamente una alla settimana.

Un record non proprio invidiabile, estrapolato dal report che coinvolge soggetti provenienti da 36 Paesi differenti. Non a caso i ricercatori hanno concluso che è arrivato il momento di introdurre nell’educazione civica (intesa in modo ampio) delle linee guida su come ubriacarsi in modo sicuro, per quanto possa apparire un controsenso.

Il dato è particolarmente strabiliante, tra l’altro, arrivando in un momento in cui gli astemi, sopratutto tra i giovani adulti, sono sempre di più: il paradosso è che, mentre sempre meno persone bevono regolarmente, molti di quelli che lo fanno sono un pericolo per se stessi e gli altri.

Il bacino del sondaggio, avente come base Londra, è stato di 5400 persone provenienti da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e più di 120mila persone in tutto il mondo, intervistate negli ultimi due mesi del 2018.

Sarà forse una questione di lingua, ma i Paesi anglofoni si sono rivelati i più attaccati alla bottiglia: dopo il Regno Unito, infatti, si sono piazzati gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia.

Il professor Winstock ha spiegato che manca un’educazione all’alcol e ai piaceri di una leggera ebrezza. Il problema è che nel Regno Unito non si beve con moderazione, e spesso si finisce privi di controllo o di sensi già a inizio serata.

Il ricercatore auspica che si possano seguire modelli europei più virtuosi in materia come Italia e Francia, in un momento in cui la Brexit rischia di recidere anche gli ultimi legami. L’accademico, con tono un po’ polemico, afferma che l’UE può salutare, con soddisfazione, la perdita di alcune tra le esportazioni dell’UK meno gradite, ovvero i tipici turisti avvinazzati.

È singolare, poi, come una sezione dello studio riferisca che, tra tutte le sostanze che alterano l’equilibrio psicofisico, l’alcol sia quella cui viene attribuito il minor valore economico. In parole povere, nonostante sia la “droga” più popolare, si spende meno volentieri per un cocktail che per alternative come LSD, funghi, MDMA, ketamina e cannabis. Un rapporto di amore e odio decisamente sui generis, verrebbe da pensare, che ha il sapore della dipendenza rancorosa.

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