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Effetto “Coronaspeak” in UK: tutti i rischi e le correlazioni con il Covid-19

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AEMORGAN

Durante il lockdown gli inglesi hanno cercato di rispettare l’allontanamento sociale, ma l’allontanamento più difficile per loro è stato quello dal frigorifero. Quasi la metà del popolo d’oltremanica (circa il 47%) afferma di essere ingrassato dall’inizio del lockdown, con oltre il 16% che è aumentato di almeno 2 kg circa nelle prime sei settimane. Inoltre, una persona su 20 dice di essere ingrassata così tanto da aver ancora paura di pesarsi.

Secondo un rapporto di Raisin.co.uk, in media il popolo britannico accumula 333 calorie più ogni giorno mentre è confinato nelle loro case. I fattori chiave dietro l’aumento di peso nel dettaglio sono diversi: tra questi, un aumento dell’assunzione di alcol (35%), un’alimentazione di conforto (24%) e la mancanza di esercizio fisico (17%).

La Professoressa Anne-Marie Minihane, della Norwich Medical School, spiega che ci sono anche ragioni fisiologiche per alcuni di questi comportamenti. Quando il corpo è stressato produce troppo cortisolo, il che ci rende più propensi a mangiare troppo, soprattutto quella tipologia di cibi maggiormente ricchi di grassi e zuccheri

La colpa di quest’aumento di peso sarebbe dunque tutta del Coronaspeck (parola coniata dai tedeschi utile per descrivere bene il grasso depositato da settimane di reclusione forzata)?

Per fortuna, la ricerca svolta da Cambridge Weight Plan mostra che gli inglesi stanno già pianificando di ridurre il loro aumento di peso, con il 30% che intende intraprendere un’azione immediata – aumentando il loro esercizio (il 45%), cambiando le loro attuali abitudini alimentari (il 41%) e persino riducendo la loro assunzione di alcol (il 21%).

Portavoce di questo cambiamento è Boris Johnson, che si dice sia impaziente di ritrovare la piena forma fisica dopo essersi ripreso dal coronavirus e aver trascorso del tempo in terapia intensiva all’ospedale di St Thomas il mese scorso.

Dato che per questioni di sicurezza BoJo non potrà fare la sua corsetta negli spazi pubblici e visto che la residenza dei reali è al momento chiusa, la regina ha dato al Premier l’approvazione per l’esercizio fisico nei terreni di Buckingham Palace

Il Mail on Sunday, lo scorso fine settimana, ha riportato che il Primo Ministro stia lanciando una dura battaglia contro l’obesità in Gran Bretagna, forse sollecitato anche da una polemica generata da un medico aveva insinuato che BoJo aveva sofferto di gravi sintomi di Covid-19 anche perché era “significativamente in sovrappeso“.

Ed in effetti, le  recenti scoperte degli scienziati dell’Università di Glasgow, dell’Università di Edimburgo e dall’Imperial College di Londra suggeriscono che l’eccesso di peso potrebbe essere uno dei maggiori fattori di rischio per il Covid-19.

Uno studio condotto dall’Università di Liverpool su 17.000 ricoveri ospedalieri di Coronavirus, inoltre, ha rilevato che i tassi di mortalità erano superiori del 37% tra i pazienti obesi.

Nonostante la gravità dell’epidemia COVID-19 e la diffusione tramite stampa di queste ricerche, il 30% degli inglesi non è ancora a conoscenza dei rischi associati all’obesità e al coronavirus.

Per rispondere alla domanda sugli effetti del Coronaspeck vediamo come era la situazione anti Covid. 

Due terzi dei britannici erano sovrappeso o obesi prima della crisi. L’NHS conferma che 10.660 di ammissioni in ospedale erano direttamente attribuite all’obesità lo scorso anno, e 711,000 avevano l’obesità come fattore contributivo.

Dal “The Times” al “The Sun”, sono anni che si leggono dati allarmanti sulla sanità inglese e le gravi implicazioni economiche, secondo cui l’ NHS andrà in bancarotta a causa dell’obesità e delle malattie correlate ad essa. E’ di questo inverno la notizia divulgata dagli esperti che le prescrizioni per il diabete hanno raggiunto il record di £ 1.075 miliardi all’anno, ovvero una sterlina su otto spesa in prescrizione in Inghilterra nel 2018/19 era per il diabete, più di qualsiasi altra malattia.

Dopotutto, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Regno Unito era al terzo posto nella tabella europea sull’obesità.

Per evitare che l’obesità e le malattie correlate continuino ad affliggere la salute e l’economia del popolo inglese il governo si è posto l’obiettivo di dimezzare l’obesità infantile entro il 2030. Oltre a misure preventive che guardano alle nuove generazioni, gli esperti sottolineano l’importanza di affrontare l’obesità come un problema sociale e non come il problema di un singolo. Partendo, per l’appunto, proprio dal “Coronaspeak”.

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