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Emergenza a Londra: nella settimana di picco un morto su due è dovuto al Coronavirus

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AEMORGAN

L’emergenza Coronavirus si è rilevata devastante nel Regno Unito, tanto quanto in Italia. I dati sono allarmanti ma, stando alle ultime ricerche, la situazione potrebbe essere ancora peggiore.

Pochissimi giorni fa i numeri ufficiali del governo e del Ministero della Salute inglese parlavano di più di 129 mila positivi su quasi 400 mila pazienti testati, e di questi erano stati conteggiati precisamente 17.337 morti totali.

C’è da specificare, però, che questi dati si basano soltanto sui contagi e sui decessi registrati negli ospedali e nelle strutture sanitarie, e non complessivamente su tutto il territorio nazionale.

Per garantire una maggiore trasparenza, da qualche settimana l’Office for National Statistics si sta affiancando ai dati della sanità pubblica calcolando quanti cittadini sono morti nel Regno Unito a causa del contagio da Coronavirus sommando i decessi all’interno e all’esterno delle cliniche.

I risultati che ne sono derivati sono preoccupanti e gravissimi: la settimana di picco dell’epidemia è stata quella tra il 4 e il 10 Aprile in quanto sono stati registrati 18.517 decessi totali, per un incremento di 2.129 decessi sulla settimana precedente.

Nello specifico in quei giorni in Inghilterra e in Galles 6.213 cittadini sono morti a causa del Covid-19, quindi circa il 33% sul numero totale. A Londra la situazione è stata anche più allarmante con una percentuale di morte che è risultata essere del 53%.

In parole povere questi numeri stanno a significare che nella settimana di picco nella capitale una persona su due è morta infetta da Coronavirus, mentre una su tre nel resto del Paese. Si tratta di dati davvero drammatici in quanto confermano una stima del 40% in più rispetto a quella ufficiale, con un numero totale di vittime che supererebbe i 24 mila in tutto il Regno Unito.

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