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Gli italiani continuano ad amare il Regno Unito nonostante la Brexit

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EU Network
AEMORGAN

Sappiamo da tempo immemore che quanto intercorre tra Gran Bretagna e Italia è un rapporto d’amore. Basta, infatti, citare gli oltre 700mila connazionali presenti in territorio albionico per avere un’idea approssimativa della dimensione di questa luna di miele perenne.

A quanto pare neanche i più recenti sviluppi politici – leggasi Brexit e separazione dall’Unione Europea – sembrano essere riusciti a scalfire questo legame. A dimostrarlo è il sondaggio di Swg dall’esplicativo titolo “Gli italiani e il Regno Unito“, presentato a Roma nella cornice di Villa Wolkonsky, a un anno di distanza dall’analoga indagine.

L’anglofilia rimane intatta, e anzi sono state registrate percentuali ancora maggiori di gradimento e attaccamento all’Union Jack, per quanto cresca la quantità di italiani che ritengono sbagliata la scelta del “Leave” e che sono, dunque, preoccupati per il futuro del Regno Unito.

Il campione cui sono stati sottoposti i quesiti del sondaggio, ovvero mille italiani maggiorenni sparsi su tutta la Penisola, ha dimostrato di avere una percezione molto positiva della Gran Bretagna, a cominciare dalla considerazione della stessa come meta di vacanze.

Se il 57% ha dichiarato di essere già stato almeno una volta nel Regno Unito, tra questi è il 93% a volerci ritornare (con una crescita percentuale del 7% rispetto all’anno scorso); il 74% di coloro che ancora non hanno visitato la nazione oltremanica, invece, ha intenzione di recarvisi in futuro.

Interessante provare a comprendere quali siano i fattori di fascino esercitati sugli italiani dalla Gran Bretagna: in primis la musica e la storia, all’81 e 80%, seguiti da cultura, paesaggi, opportunità di lavoro e innovazione, scenari urbani, sistema economico e shopping.

Prevedibilmente, ma lo sanno gli stessi britannici, non è la cucina a occupare le prime posizioni di questa classifica (solo il 21% di preferenze). Insomma, quello che esce fuori da questo ritratto è uno Stato moderno, dall’enorme cultura e bellezza paesaggistica, che offre molto dal punto di vista economico.

Ad amare la Gran Bretagna sono anche gli italiani che lì ci vivono e che raccontano le esperienze di amici e parenti emigrati: in questo senso si registra un aumento del 7% dell’anno scorso, con l’86% che afferma di trovarsi bene in UK.

Non si poteva tralasciare l’argomento Brexit e non sorprende nessuno sapere che ad aumentare considerevolmente – del 10% – è la percentuale di italiani che giudica negativamente l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il 57%. Il sovranismo sembra perdere terreno, e secondo il 66% degli intervistati, la vittoria al referendum del “Leave” sarebbe stata dettata da fattori emotivi invece che razionali.

Inoltre, ben l’80% reputa dannosa l’ipotesi di una Brexit senza accordo. Due terzi precisi, il 66%, gli italiani che desiderano che sia mantenuto un legame tra Gran Bretagna e Italia anche dopo la Brexit.

A rassicurarli giungono le parole dell’ambasciatrice Jill Morris, presente alla presentazione: “La partnership tra Regno Unito e Italia continua a crescere. Si conferma l’affinità speciale che lega gli italiani al Regno Unito. Oltre ogni segnale positivo mi piace sottolineare l’auspicio che gli italiani hanno espresso per il futuro, che la nostra collaborazione bilaterale continui ad essere forte, soprattutto in alcuni tra i settori più strategici per il nostro futuro: ricerca e innovazione, commercio e investimenti, cultura e arte, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile”.

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