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I gasometri di King’s Cross diventano appartamenti di lusso

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Una delle tante ragioni che permettono a Londra di catturare in maniera quasi istantanea il visitatore che per la prima volta si destreggia fra le vivaci strade della capitale inglese, è la perfetta convivenza, frutto di un ragionatissimo piano urbanistico, fra tradizione e modernità. La fierezza della propria storia e delle proprie tradizioni, capace di camminare a braccetto con l’affascinate richiamo del moderno.

È così che sulle rive del Tamigi il progresso, soprattutto dal punto di vista urbanistico, si è saputo fare strada in tutta la propria maestosità, ma con la deferenza e il rispetto che si deve alla bellezza del passato.

Una combinazione così ben riuscita che ha attivato un moto inarrestabile, il quale ha travolto negli ultimi anni anche il quartiere di King’s Cross. Un tempo lo snodo ferroviario più importante di Londra, King’s Cross si era visto declassare a terra di nessuno, quartiere promiscuo e pericoloso. Circa dieci anni fa la svolta: attraverso un investimento da 3 miliardi di sterline è stato messo in piedi il progetto rigenerazione urbana più grande d’Europa.

Negli ultimi anni, questo quartiere centrale di Londra è stato rimesso a lucido, proponendosi come distretto residenziale vivace, moderno e ricco di luoghi di ritrovo. Non è un caso che, proprio a King’s Cross, Google ha voluto trasferire gli uffici londinesi e ha scelto di realizzare il suo nuovo quartier generale europeo.

Una delle più interessanti testimonianze delle origini industriali di King’s Cross è rappresentata dai gasometri di epoca vittoriana (14-15 Stable street, N1C 4AB). Costruiti nel 1867 e tutelati dalle Belle Arti, essi rappresentano gli unici tre gasometri gemelli al mondo. Una bella testimonianza del primo periodo industriale, la cui ristrutturazione si è posta come la vera propria ciliegina sulla torta del progetto di riqualificazione del quartiere londinese.

Sono stati gli architetti di WilkinsonEyre a trasformare i tre ex Gasholders in 145 appartamenti residenziali, realizzati all’interno dei tre telai strutturali. Gli appartamenti sono stati costruiti in varie dimensioni: da un monolocale con terrazzino a un attico con quattro camere da letto e un giardino pensile privato. Il complesso presenta, inoltre, una zona business, una piscina e palestra privata nel seminterrato, un cinema e bar riservati ai residenti. I prezzi partono da 810mila sterline e salgono fino a vari milioni per gli attici.

«Essere costretti a lavorare con una geometria circolare ha portato a delle bellissime idee – racconta Chris Wilkinson, l’architetto responsabile del progetto –. Quella che all’inizio ci è sembrata una difficile sfida si è rivelata essere una benedizione».

Insomma, un’altra sfida che la capitale inglese ha saputo giocare e vincere. Chapeau!

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