Il Governo britannico ha presentato la proposta di legge di revoca del diritto UE al Parlamento

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Il Governo britannico ha oggi pubblicato l’European Union (Withdrawal) Bill, conosciuto anche come “Repeal Bill,” ossia la bozza di legge di revoca della legislazione UE dall’ordinamento britannico.

La bozza di si apre con l’affermazione che l’European Communities Act 1972, con il quale il Regno Unito era entrato formalmente nell’Unione Europea, sarà “revocato il giorno dell’uscita” del Paese dall’Unione, quindi probabilmente nel marzo 2019. Con questa legge il principio di supremazia delle norme europee su quelle nazionali non sarà più applicato e il Regno Unito non riceverà più né regolamenti né direttive da Bruxelles. Inoltre, non si accetterà più la giurisdizione della Corte Europea di Giustizia.

Il Repeal Bill è comunque particolarmente importante non solo perché stabilisce che la Gran Bretagna non sarà più vincolata dal diritto europeo, ma anche perché è con questa legge che si determinerà quali norme comunitarie continueranno a essere applicate nel Regno Unito e quindi confluiranno nel diritto nazionale.

In un primo momento, tutta la legislazione UE sarà copiata e diventerà legge nazionale così da assicurare che la transizione il giorno della Brexit sia il più lineare e morbida possibile, evitando così buchi neri nello statuto o causando problemi alle attività commerciali e/o ai singoli nel momento in cui il Regno Unito lascerà l’UE.

In un secondo momento, il Parlamento britannico potrà “emendare, revocare o migliorare” le leggi. Ovviamente il trasferimento da norme comunitarie a nazionali è molto più complesso di quanto sembri, tanto che dalla House of Lords il progetto è stato definito “una sfida unica” perché “il diritto UE si trova in diversi posti e in diverse forme”.

Il diritto europeo, che nel suo insieme costituisce l’Acquis Communautaire, contiene circa 12 mila regolamenti UE in vigore, mentre il parlamento britannico ha passato 7900 atti di implementazione della legislazione UE e 186 leggi che incorporano l’influenza UE sulle questioni nazionali da quando il Regno Unito è entrato nell’UE. A questo vanno sommate le sentenze della Corte Europea di Giustizia, i Trattati Europei e i trattati internazionali siglati dall’UE.

Inoltre, si pensi ai riferimenti al ruolo delle istituzioni europee nelle varie materie: anche copiare la normativa europea in quella nazionale non sarà sufficiente. Per questo motivo, il governo sta pianificando di attribuire dei poteri (non meglio definiti) per “correggere lo statuto quando necessario” senza lo scrutinio pieno del Parlamento. Il punto è piuttosto controverso e ha suscitato non pochi malumori tra i parlamentari.

C’è poi da considerare che le negoziazioni tra UE e UK continueranno mentre il Repeal Bill sarà votato nel Parlamento britannico: da una parte le negoziazioni possono andare a modificare l’attuale stato delle cose; dall’altra, il Repeal Bill deve essere approvato prima dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

Ci sono poi intere materie, come l’immigrazione, che dovranno essere regolate a parte in maniera più specifica, mentre sembra definitivo il progetto del governo di uscire dalla Carta dell’Unione Europea per i diritti fondamentali, che non sarà convertita in legge nazionale.

Il Repeal Bill è stato presentato oggi al parlamento e ora dovrà essere analizzato dalle due camere e approvato prima dell’uscita del Regno Unito dall’UE, anche se entrerà in vigore nel momento dell’uscita ufficiale. Ricordiamo infatti che fino a quando Londra non uscirà formalmente dall’Unione, si continuerà ad applicare in toto la legislazione europea.

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