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Sistema di immigrazione a punti: la proposta di Johnson e come funziona oggi

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AEMORGAN

Tra le ultime promesse elettorali di Boris Johnson, in attesa delle consultazioni alle urne che sono state fissate al 12 dicembre, c’è anche quella relativa all’introduzione di un sistema di immigrazione a punteggio, sulla scorta di quanto avviene al momento in Australia.

Immigrazione a punti in UK: il sistema australiano

In Australia tutti coloro che sperano di trasferirsi nel Paese per motivi di lavoro devono sottoporsi a un questionario, nel quale sono valutati alcuni aspetti fondamentali. Le cosiddette Skilled Visa, infatti, vengono fornite a chi produce prove relative al proprio grado di istruzione, alle competenze professionali, e considerano fattori come l’età, la conoscenza dell’inglese, gli anni di studio in Australia, e la sponsorizzazione da parte di un’azienda, di uno stato o di un parente.

Solo le persone che riescono a superare un determinato punteggio – che recentemente è passato da 65 a 60 punti – hanno il permesso di trasferirsi a vivere e lavorare in Australia. Tuttavia non è molto chiaro in che modo questo sistema potrebbe essere adottato in Gran Bretagna, né cosa intenda davvero la proposta dei Tory.

L’economista Philippe Legrain ha infatti affermato che, da un certo punto di vista, la proposta di Johnson riguardante il controllo del flusso migratorio potrebbe sembrare più equa e oggettiva, e il richiamo all’Australia (nazione notoriamente molto severa in materia) avrebbe un forte richiamo elettorale.

Tuttavia, se si analizzano i dati in proporzione alla sua popolazione, l’Australia ammette 3 volte il numero di persone che la Gran Bretagna lascia entrare ogni anno. Certo, non si possono paragonare le due economie, né gli spazi a disposizione, ma paradossalmente con il sistema a punti dell’isola oceanica il Regno Unito avrebbe più immigrazione e non meno, come si tenderebbe a pensare (sopratutto tenendo a mente la posizione pro-Brexit).

Johnson, però, ha spiegato che prevede anche l’introduzione di visti a metà prezzo e decisioni velocizzate (entro due settimana dall’invio della richiesta) nel caso di dottori e infermieri indispensabili per l’NHS. Coloro che dovrebbero essere introdotti nel Sistema Sanitario Nazionale avrebbero diritto a punti extra.

Immigrazione a punti in UK: funzionamento e categorie

Attualmente è in vigore un sistema a punti per regolamentare l’immigrazione verso il Regno Unito da tutti gli stati all’esterno della European Economic Area (la EEA). Un processo burocratico introdotto tra il 2008 e 2010, composto da 4 differenti livelli, per i quali sono previsti sbarramenti in base a un certo punteggio, variabile in base alla categoria.

  • Tier 1 Visa: la categoria si applica per tutti gli “immigrati ad alto valore”, cioè coloro che vengono riconosciuti come investitori e quei pochi che finiscono nella categoria “talenti eccezionali“. Ora, in vista della Brexit, è stato sostituito dall’UK Innovator Visa per la quale sono necessari un patrimonio di 50mila sterline e uno sponsor nel Paese.
  • Tier 2 Visa:  La categoria per i lavori specializzati con un’offerta di lavoro nel Regno Unito. Si applica anche alle professioni per le quali c’è una provata penuria in UK.
  • Tier 4 Visa: Il visto per tutti gli studenti che vogliono studiare in Gran Bretagna, che devono già essere iscritti formalmente in una struttura britannica.
  • Tier 5 Visa: la categoria per tutti i lavoratori temporanei, che include sei sotto livelli. L’elenco comprende professioni creative, sportive, facenti parte di enti benefici, religiose, ma anche i 55mila giovani che ogni anno possono recarsi in UK per lavori festivi.
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