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L’Italia rivuole i suoi giovani in patria! Proposti incentivi per il controesodo anche per chi è senza laurea

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In Italia quello della fuga dei cervelli è ormai un problema consolidato tanto che, negli ultimi tempi, ha acquisito la portata di vero e proprio esodo. Vent’anni fa gli unici ad espatriare erano i giovani universitari che sperimentavano l’Ersamus, ovvero quel periodo di studi all’estero che poteva coprire solo pochi mesi o un anno intero.

Successivamente, grazie alla diffusione dei voli low-cost, viaggiare entro i confini europei è diventato sempre più facile e alla portata di tutti tanto da favorire non solo gli spostamenti temporanei ma anche i trasferimenti in Paesi con migliori condizioni di vita e maggiori offerte lavorative.

Basti pensare che negli ultimi dieci anni si contano ben due milioni di italiani, ovvero in media duecentomila ogni anno, che hanno lasciato il Paese per andare a seguire i propri sogni all’estero. Un numero esorbitante che, in verità, potrebbe essere anche maggiore in quanto i dati censiscono solo gli iscritti all’AIRE ovvero all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero.

Sono in tantissimi, infatti, che non hanno dichiarato ufficialmente il loro trasferimento per motivi differenti: c’è chi, in questo modo, cerca di eludere il pagamento di alcune tasse, chi invece vuole avere come riferimento il proprio medico italiano quindi evita di comunicare il cambio di residenza. Resta il fatto che il numero degli italiani che emigrano è elevatissimo ed i Governi, di volta in volta, si affannano alla ricerca di una soluzione appropriata.

Nel 2010 si è intervenuti con una legge bipartisan detta “legge sul Controesodo“: la normativa prometteva incentivi e sgravi fiscali per i lavoratori altamente qualificati che facevano rientro in Italia e quindi era indirizzata principalmente ai cosiddetti “cervelli in fuga”.

La legge, dopo essere stata abrogata per due anni, è stata ripristinata nel 2015 e adesso il deputato PD Massimo Ungaro ha deciso di riproporla alla Camera con la modifica di alcuni punti. Le maggiori novità riguardano una sanatoria per chi non si è iscritto all’AIRE e delle agevolazioni anche per gli italiani senza laurea che vogliono tornare in Patria.

Secondo Ungaro sono necessarie delle misure del genere per agevolare il controesodo, così come lui stesso ha dichiarato: “Il progetto è dare un incentivo a tutti coloro che vogliono tornare ma non ne vedono ancora le condizioni anche a chi non ha una laurea. La migrazione in passato serviva ad alleggerire la pressione demografica, ma, con i tassi di natalità ai minimi e le risorse migliori che se ne vanno, un incentivo è necessario“.

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