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Lockdown UK, incertezza tra scuole chiuse e esami cancellati

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AEMORGAN

Solo a dicembre, il ministro dell’Istruzione Gavin Williamson si diceva “assolutamente fiducioso” sulla possibilità di svolgere esami e lezioni in presenza, grazie ad uno screening di massa per gli studenti di ogni ordine e grado. Ora invece, come un Ice Bucket Challenge invernale, arriva il dietrofront del governo Johnson. E le associazioni di categoria annunciano battaglia.

Il giudizio è tranchant. Per lo Yorkshire Post, Williamson è “il più incompetente, inefficace e inetto segretario all’educazione a memoria d’uomo.” E non ci va più leggero il Times, che scrive:

“Mr. Williamson, di gran lunga il peggior ministro in un gabinetto depotenziato, sembra già aver sacrificato il proprio futuro nel governo. Il Regno Unito non può permettersi il lusso di un ministro tanto incurante del futuro dei nostri figli.”

E questi sono gli editoriali più sobri, perché in tv c’è direttamente chi chiede (politicamente) la sua testa, e invoca dimissioni immediate.

La scorsa settimana, infatti, Williamson ha dovuto subire in un colpo solo la demolizione di due sue grosse ambizioni: l’apertura delle scuole di ogni ordine e grado, e la continuazione degli esami. Entrambe le promesse sono state spazzate via dalla pandemia, e dalla scarsa organizzazione.

Le scuole infatti resteranno chiuse almeno fino a febbraio (fatto salvo i casi d’eccezione, come gli studenti vulnerabili o i figli dei lavoratori essenziali), ma soprattutto la maggior parte delle sessione d’esame sono cancellate fino alla fine dell’estate.

Il timore, a quel punto, era che per le valutazione scolastiche finali il governo adoperasse nuovamente strumenti discutibili come l’algoritmo automatico di assegnazione dei voti dell’anno scorso; una scelta tecnica che ha causato un vespaio di polemiche, perché giudicato da molti osservatori iniquo e inefficace, e penalizzante per alcune categorie di studenti.

Il Segretario ha subito rassicurato tutti: “Quest’anno ci affideremo al giudizio degli insegnanti, e non degli algoritmi” ma la fiducia è poca. “È frustrante apprendere che non esista un piano B pronto all’uso,” ha commentato Geoff Barton, segretario generale dell’Association of School and College Leaders. “Abbiamo ripetutamente offerto il nostro aiuto al governo per arrivare ad una soluzione nel caso in cui si fossero dovuti cancellare esami per via dell’emergenza sanitaria. Ma il segretario Williamson era talmente convinto che gli esami si sarebbero tenuti, da rifiutarsi di lavorare su un piano di emergenza.” E ora siamo in caduta libera, e senza paracadute.

“L’aspetto più frustrante di Gavin Williamson,” ha chiosato Barton, “è che troppo spesso ha un approccio tribale alla politica, e ora non è il momento migliore per essere tribali.”

Le preoccupazioni maggiori sono degli alunni GCE Advanced Level, perché le loro valutazioni finali avranno peso sull’eventuale ammissione all’università. E un giudizio basato su compiti a casa, test online e rendimento passato -in luogo del più classico esame- può potenzialmente precludere l’ammissione all’ateneo desiderato.

Parallelamente, mentre gli esami GCSE e A-Level vengono congelati, quelli degli istituti professionali BTec si terranno come sempre, in barba al lockdown. Poiché però molti diplomandi di questi istituti si contendono l’ammissione alle medesime università con gli studenti A-Level, qualcuno teme che il sistema di valutazione finisca col discriminare gli studenti di scuole tecniche e professionali. Insomma, un bel pastrocchio che rischia di pesare come un macigno sulle prossime mosse del governo in carica.

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