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Londra, la città dove tutto è più semplice…anche divorziare!

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Londra è certamente una delle capitali più famose e celebrate del mondo. Città dal fascino eterno, esempio virtuoso di come tradizione e modernità possano sposarsi rendendo questo connubio armonioso e conturbante.

Una città ambita sia dai ceti più ricchi, sia da coloro che sono in cerca di fortuna, e questo per via di una miriade di aspetti, alcuni particolarmente celebri, altri meno conosciuti. Non tutti sanno, ad esempio, che la capitale inglese è considerata la capitale dei divorzi. Sono tanti, tantissimi, gli stranieri, fra i quali anche molti italiani, che varcano i confini inglese per mettere la parola fine sul vincolo coniugale.

Molti di questi, specialmente i più facoltosi, bussano senza indugi al campanello di una istituzione nel campo del “family law” inglese, lo studio legale Vardags. Lo studio è gestito e diretto dal più noto avvocato divorzista di Londra, quella che i media inglesi definiscono come la “Divorce Diva”, Ayesha Vardag, una sorta di Anna Wintour del diritto di famiglia. Lo studio Vardags ha rappresentato negli anni i volti più noti del jetset internazionale e clienti milionari provenienti da tutto il mondo.

Ma perché tanti italiani scelgono l’Inghilterra quando si tratta di dover dirimere tematiche legate al diritto di famiglia? Si tratta soltanto di una scelta di convenienza logistica per chi risiede in UK?

In realtà le ragioni sono tante ed eterogenee. Innanzitutto in Inghilterra – ma questo oramai accomuna quasi tutti gli stati europei, ad eccezione dell’Italia e della Polonia – è possibile ottenere il divorzio senza dover passare dalla separazione legale, circostanza che ovviamente comporta un notevole risparmio di tempi e costi.

Lo stesso procedimento di divorzio in sé è decisamente più snello e semplificato. Si compila un form, nel quale viene chiesto di spuntare una delle cinque caselline che corrispondono ad altrettante ragioni della fine del matrimonio: adulterio, comportamento irragionevole da parte del coniuge, abbandono, separazione consensuale da due anni, separazione senza consenso da 5 anni. Istanza che può anche essere trasmessa online dai coniugi senza necessità di ricorrere ad un avvocato.

Inoltre, in Inghilterra non esiste l’addebito come causa di esclusione del mantenimento. Quindi meno lavoro per gli investigatori privati, e niente panni sporchi da lavare nelle aule dei tribunali. In Inghilterra, se si vuole indicare l’adulterio come motivo del divorzio, solitamente si si trova un accordo fra le parti, per evitare contestazioni che potrebbero portare ad un allungamento dei tempi giudiziari, con consequenziale aumento dei costi.

Proprio in questi giorni, fra l’altro, il Parlamento inglese, a seguito della campagna promossa dalla stessa Ayesha Vardag, ha finalmente annunciato la modifica di legge per cui sarà sufficiente confermare la volontà di divorziare senza dover indicare o provare alcuna causa specifica per la fine del matrimonio.

Se tutto ciò non bastasse, vi è anche un altro aspetto che rende ancora più appetibile ottenere una pronuncia di divorzio inglese: si tratta dei provvedimenti economici che la family court può assumere. Mentre, in Italia il giudice del divorzio può unicamente stabilire un assegno di mantenimento, in Inghilterra la corte ha il compito di dividere e distribuire tra i coniugi tutto il patrimonio della famiglia.

Tutto molto più semplice quindi rispetto al Bel Paese, dove anche per divorziare bisogna sottoporsi ai bizantinismi di una burocrazia esasperante. Insomma, in Inghilterra divorziare è un operazione semplice e veloce…sempre che di mezzo non vi sia l‘Unione Europea.

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