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Londra scende ancora nella classifica sulla qualità della vita

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“ Londra? Bella da visitare, ma io non ci vivrei…” .Quante volte noi expats abbiamo sentito affermazioni del genere da parte di amici o parenti in visita? E quante volte, duole ammetterlo, abbiamo pensato che avessero ragione? Sebbene le prospettive lavorative e di carriera, la possibilità di guadagni elevati e gratificazioni personali e l’enorme varietà di attrazioni ed eventi rendano la scelta di vita londinese appetibile, molto spesso altri fattori possono trasformarla in una vera odissea giornaliera.

L’agenzia Mercer, leader mondiale nel settore della consulenza nella gestione delle Risorse Umane, ha pubblicato pochi giorni fa il consueto report annuale che include la classifica  della qualità della vita nelle piu’ importanti città mondiali . E la notizia è che Londra ha perso posizioni per il terzo anno di fila e si trova adesso al quarantunesimo posto.  Pur rimanendo al primo posto fra le città britanniche , è superata da ben 23 città europee, da Vienna (classificatasi prima ) a Monaco (una delle 7 città tedesche che precedono Londra) e precede di poco Milano. Oltre che da queste città del Vecchio Continente, la prima parte della classifica è dominata da metropoli canadesi, australiane e americane.

I fattori determinanti presi in considerazione sono numerosi e spaziano dalla facilità di accesso all’assistenza sanitaria, alle condizioni economiche e sociali, alla qualità dell’educazione e degli alloggi, al livello di congestione causato dal traffico e all’inquinamento ambientale e dell’aria.

Londra pare essere una vittima del suo stesso successo: proprio inquinamento e congestione determinati dalla sovrappopolazione sembrano essere stati i principali fattori discriminanti, insieme all’incertezza delle trattative relative alla Brexit. Le misure prese  dalle autorità per contrastare il problema sono state importanti, dall’introduzione ed evoluzione della Congestion Charge per limitare l’accesso di veicoli privati nel centro città, alla preservazione di parchi e polmoni verdi, alle iniziative di sensibilizzazione. Ma è chiaro che il problema inquinamento è ancora ben lungi dall’essere risolto.

Un chiaro miglioramento è stato portato con l’introduzione dello schema di affitto di biciclette da prelevare e parcheggiare nelle apposite docking stations (le famose Boris Bikes , dal nome di Boris Johnson ,sindaco che introdusse lo schema) ma anche in questo caso non mancano i problemi.  Si lamenta la scarsa sicurezza e i rischi per l’incolumita’ dei ciclisti, purtroppo spesso vittime di tragici incidenti sulle strade di Londra.

Oltretutto, i prezzi dei trasporti pubblici sono proibitivi, specialmente per i pendolari dei sobborghi che si spostano utilizzando le ferrovie a breve e media distanza, del tutto sproporzionati rispetto al livello di servizio offerto.

Se poi si aggiunge il problema degli alloggi, ecco che il quadro inizia ad assumere contorni alquanto negativi . Gli affitti rimangono esorbitanti,  spesso per abitazioni con standard molto poveri ed i  prezzi di vendita rendono l’acquisto di una casa a Londra  una chimera anche per persone dallo stipendio consistente.

Certo, una Zurigo o una Dusseldorf o una Basilea (per quanto si trovino decine di posizioni davanti)  non potranno mai competere con l’appeal di Londra , una città che da sempre stimola la fantasia di chiunque ed è vista come città dalle mille opportunità; comunque, sembra delinearsi sempre di piu’ un trend che  vede Londra come una “scuola di vita”, un trampolino di lancio dove è possibile iniziare da zero ed in poco tempo aquisire esperienza e cosmopolitismo che si riveleranno inestimabili in qualunque luogo al mondo si decida di trasferirsi dopo. Oltre ad una conoscenza dell’inglese da fare invidia a tutti, of course.

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