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Londra e ISIS: la città rischia davvero un attentato terroristico?

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Dopo gli attentati di Parigi siamo tutti a rischio e dobbiamo imparare a convivere con questo dato di fatto. Non si può fare finta di niente, ma non si può nemmeno cedere al panico o all’eccessiva paura del terrorismo.

All’indomani della strage nella Capitale francese, i sostenitori dello Stato Islamico hanno scritto su Twitter: “Ora tocca a Roma, Londra e Washington”.

Nel Regno Unito il sistema di sicurezza è pronto e collaudato da tempo. La minaccia terroristica non sono solo fucili, bombe e coltelli ma anche, e soprattutto, attacchi informatici. Per combattere tutto questo il Governo britannico ha raddoppiato i finanziamenti ai servizi di intelligence: MI5, MI6, Gchq e Sas che riceveranno 1,9 miliardi di sterline nei prossimi cinque anni per aumentare del 15% il numero di agenti ed esperti informatici. Al quartier generale di GCHQ verrà stabilito un National Cyber Centre dedicato a prevenire e gestire attacchi via internet.

La situazione in tutto il Regno Unito, ma in modo particolare a Londra, è certamente tesa, ma non sono previste scene apocalittiche. Le autorità inglesi hanno intensificato i controlli ed altre misure considerate opportune nei luoghi ritenuti “sensibili” a possibili atti terroristici, come aeroporti, stazioni, metropolitane e luoghi pubblici. Il capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley, ha dichiarato che “tutti i cittadini sono invitati a vigilare”, quindi collaborazione e niente attacchi di panico.

Il Premier David Cameron alla Camera dei Comuni, qualche giorno fa, ha evidenziato: “nel Regno Unito, il livello di minaccia è grave, il che significa che un attacco è altamente probabile. È per questo che continuiamo a incoraggiare i cittadini a rimanere vigili. L’obiettivo dei terroristi è di dividerci e distruggere il nostro modo di vivere. Ora più che mai dobbiamo restare uniti”.

Segnaliamo che il Governo ha istituito il sito internet www.mi5.gov.uk, articolato in due principali sezioni accessibili all’utenza: una dedicata all’eventuale pericolo di attentati terroristici, mentre l’altra centrata su generali norme di comportamento suggerite alla popolazione.

Per chi deve viaggiare in aereo in direzione Regno Unito o viceversa, deve comprendere che serve qualche accortezza in più. In aeroporto ad esempio i tempi, le formalità e i vagli alle barriere sono più lunghi e possono anche presentarsi controlli minuziosi a cui non si era più abituati. Quindi, è necessario mantenere la calma ed armarsi di una buona dose di pazienza, con l’aggiunta di arrivare con abbondante anticipo in aeroporto e non proprio a ridosso dell’orario di partenza del volo.

Il sito Viaggiare Sicuri, curato dall’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri italiano, nella pagina relativa alla documentazione necessaria per l’accesso al Regno Unito, segnala che “spesso comportano notevoli disagi (fino al respingimento in frontiera) le carte d’identità in formato cartaceo, specie se rinnovate con timbro apposto dal Comune di appartenenza. E’ opportuno verificare inoltre prima della partenza che il documento d’identità non presenti danneggiamento alcuno: il pur minimo deterioramento potrebbe comportare respingimenti. In caso di documento rinnovato con timbro o deteriorato, si consiglia di viaggiare anche con passaporto in corso di validità, onde evitare difficoltà con le autorità di frontiera inglesi (UKBA) e/o  respingimenti”.

Prima di partire per un viaggio fuori dai confini italiani è bene registrarsi sul sito Dove siamo nel mondo così da dare all’Unità di Crisi della Farnesina la possibilità di raggiungere i connazionali più facilmente in caso di gravi emergenze.

Per chi si trova già nel Regno Unito, l’Ambasciata italiana a Londra comunica che per situazioni di ‘comprovata emergenza’ per l’Inghilterra e il Galles si prega di contattare 0044 (0) 7850 752 895; per la Scozia e l’Irlanda del Nord il numero da contattare è 0044 (0) 7713 159 591.

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