#MafiaCapitale, lo strano rapporto tra Londra e i neo fascisti italiani

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Mafia Capitale e Londra. Cosa hanno in comune la nostra città e la “cupola mafiosa” scoperchiata pochi giorni fa nella Capitale che sta riempiendo le cronache di questi giorni? A primo impatto sembrerebbe nulla, se non fosse che Massimo Carminati, ex terrorista dei NAR era pronto a fuggire a Londra poco prima di essere arrestato. Le cose poi sono andate diversamente e Carminati è stato arrestato a Sacrofano in una stradina di campagna vicino la sua abitazione.

Della sua probabile fuga è scritto anche nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare, dove si parla delle proprietà che l’ex terrorista nero possiede a Londra nel prestigioso quartiere di Notting Hill. Non solo: a Londra Carminati avrebbe voluto fare investimenti immobiliari e aprire qualche attività commerciale da affidare al figlio. Questo, almeno, quello che rivelerebbero le intercettazioni dell’inchiesta.

Ma il legame di Londra con i neo fascisti ha radici ancora più lontane di oggi. Come una storia che si ripete, Londra ha rappresentato il rifugio ideale per il loro esilio, soprattutto negli anni di piombo, forse per le regole di estradizione non così elastiche che ci sono nel Regno Unito.

In qualche modo, collegata a tutto ciò, rientra anche la storia del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato al Blackfriars Bridge nel 1962.

In un intervista del 2012 al settimanale Sette concessa a Ferruccio Pinotti (e confermata al sito Linkiesta.it), il figlio del banchiere ambrosiano Carlo Calvi che ha indagato a lungo su questo rapporto di Londra con gli estremisti neri, dichiara : “Quando io e mia madre siamo arrivati a Londra nel 1982 ci siamo resi conto che c’era un distaccamento della banda della Magliana e di diversi esponenti dei Nar, era evidente. A Londra -continua Calvi- esiste una misteriosa rete, la League of Saint George, che offre ospitalità ai terroristi neri di tutto il mondo. Ha anche un braccio finanziario, il Saint Michael’s the Arcangel Trust, un piccolo quanto ricchissimo gruppo nazista in contatto con personaggi e fondi delle ex SS”.

Questi estremisti -ha concluso Calvi- “oltre ad aver creato a poco a poco una rete di mutuo soccorso che è divenuta un piccolo impero economico, avevano rapporti con i servizi segreti inglesi”.

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